Il piano solo di Enrico Pieranunzi allo Squero
par Giovanni Greto
venerdì 19 dicembre 2025
Il pianista romano protagonista nella sezione “Squero Jazz” della X° stagione di concerti organizzata da Asolo Musica
Ha suonato spesso a Venezia, in luoghi artistici come la Basilica dei Frari , nelle Prigioni Vecchie collegate al Palazzo Ducale o nei teatri di Mestre. Non poteva quindi mancare di esibirsi all’auditorium Lo Squero nell’isola di San Giorgio Maggiore, nell’ambito dei concerti sabatini pomeridiani, che tante persone continuano a frequentare.
Non ci sono più, per il momento, le pericolose Grandi Navi da osservare attraverso l’enorme vetrata cui i musicisti danno le spalle. Chissà se mai ritorneranno grazie ai politici, ai quali non sta per niente a cuore né l’ambiente, anche se lo citano sempre nei loro ipocriti discorsi, né la sicurezza delle persone. Resiste ancora il sindaco fino alle prossime elezioni - ma punterà a far eleggere un proprio sodale, potendo disporre di una quantità di denaro per comperare i voti dei cittadini più indigenti – che a parole parla di attenzione e protezione dell’ambiente ma che non ha certamente, non dico migliorato, ma per lo meno mantenuto con dignità, l’aspetto di una città unica al mondo – morfologicamente oltre che artisticamente -, purtroppo lasciata in balia del turismo più bieco, con i banchetti che vendono paccottiglia, collocati impunemente accanto alle meraviglie artistiche.
Enrico Pieranunzi, che fisicamente sembra ignorare l’età anagrafica, è apparso in gran forma e ha dialogato con la platea, con quel suo particolare tipo di umorismo, ma soprattutto l’ha deliziata con una decina di pezzi, quasi tutti di sua composizione, palesando tutte le sue qualità, dalla sapienza ritmica ed armonica, alla capacità improvvisativa. Non per niente nel suo vasto curriculum troviamo incontri con musicisti unici quali Chet Baker. Ma specialmente con l’ultimo bassista, Marc Johnson (21 ottobre 1953) dell’indimenticabile Bill Evans, forse il pianista più amato dai musicisti di Jazz. E con il batterista del mitico trio che fece fuoco e fiamme tra il 1959 e il 1961 (completato dal contrabbassista Scott La Faro, scomparso dopo i concerti registrati al Village Vanguard di New York, a causa di un incidente stradale, a soli 25 anni), il fantastico Paul Motian (1931 – 2011). Il 7 e 8 luglio 2010 con Johnson e Motian Pieranunzi ha inciso “Live at Village Vanguard”. Con Marc Johnson e Joey Baron Pieranunzi aveva già inciso una serie di dischi interessantissimi, tra i queli emergono i due dedicati alle musiche di Ennio Morricone.
Ma ritorniamo a quel sabato pomeriggio, apertosi con Seaward (verso il mare), che dà il titolo ad un CD, a significare la marea che cresce e cala ; proseguito con The Mood is good, che, come egli stesso ha rivelato, fu uno dei suoi primi pezzi scritti. Aggressivo, ritmico, ma con l’elegante delicatezza e il ‘Mood’, appunto, che caratterizza il pianista.
Come rose dai muri mi ha ricordato all’inizio Footprints, il tema di Wayne Shorter, celebrato da Pieranunzi in un CD dedicato alla sua musica.
Un brano più tranquillo è stato, invece, Suspension Points, che si basa su una nota sola.
Una canzone romantica che ritmicamente si sposta su un accattivante tempo afro è B.Y.O.H, acronimo per bring your own Heart.
Assai più movimentato il successivo Castle of Solitude, che gli fu ispirato in un dicembre a Ludwigsburg, quando osservò una serie di oche tedesche camminare in fila precisissimamente.
Prima di eseguire The man I love di George e Ira Gershwin, ha ricordato un formidabile pianista, Art Tatum (1909 - 1956), che aveva il brano in repertorio. Era inarrivabile, pur essendo quasi cieco, capace di vendere un milione di 78 giri all’epoca, divenendo milionario a 19 anni! “E’il Maradona dei pianisti – lo ha definito Pieranunzi – e ci manca sia come tecnica, che come sapienza”.
Il concerto si concluderebbe con la Sonata K 9 di Domenico Scarlatti (1685 – 1757), un autore che fu oggetto di una sua incisione e di un concerto a Venezia, come dicevo prima, nella basilica dei Frari.
Gli inevitabili applausi prolungano il set con Anne Blomsyer Sang (canto dei fiori di Anne), un titolo in lingua svedese, dedicato alla sua attuale compagna di vita ; e con Ballata del tempo di luce, composta recentemente in un posto unico al mondo e che ha un titolo, ha confidato il pianista, che potrebbe in futuro cambiare.