Il mondo invisibile presente sulla Terra
par Damiano Mazzotti
martedì 20 ottobre 2026
Antonella Fioravanti è una scienziata che ha scritto un saggio attualissimo: "Viaggio nel mondo invisibile. Microrganismi, salute e cambiamento climatico. Il difficile equilibrio della vita sulla terra" (Aboca, Sansepolcro, 210 pagine, euro 20; libro piuttosto specialistico).
Il nostro pianeta è abitato anche da organismi invisibili: "batteri, virus, funghi, organismi unicellulari", e fagi, i virus che infettano "circa il 40 per cento dei batteri". Questi organismi "Si evolvono a una velocità tale che richiederebbe 10.000 anni di esperimenti in laboratorio solo per eguagliare un giorno di evoluzione naturale" (p. 200). La vasta potenza della Natura è per buona parte semplicemente impensabile.
Ma a portare Antonella Fioravanti in direzione delle riflessioni più importanti, sono stati "gli animali: al posto delle renne, però, i pinguini". Grazie a questa doppia coincidenza "è stato possibile arrivare sin qui, a questo libro" (p. 16). In ogni caso, un punto fermo degli ultimi sviluppi scientifici, è rappresentato dalla fusione dei ghiacciai.
Nel 2016, in Siberia, una carcassa di renna "liberò spore di antrace sopravvissute per decenni" (p. 179). L'attuale riscaldamento climatico aveva prodotto un grande effetto inaspettato. Ma bisogna pensare che "il disgelo del permafrost rilascia ogni anno circa quattro sestilioni di microbi": un numero che al 4 aggiunge 21 zeri, una misura così grande da sembrare ridicola" (p. 180). L'uomo pensa di essere un grande organismo con un grande potere, però davanti a questi numeri dovrebbe semplicemente arrendersi: "Tutti gli studi mostrano che ci sono organismi potenzialmente patogeni provenienti dai ghiacciai, o dal permafrost terrestre". E "altri studi hanno evidenziato la presenza di agenti patogeni umani negli strati glaciali più antichi" (p. 181). Semplicemente indiscutibile.
Comunque, per capire meglio la particolarità di alcuni microrganismi ricordo un essere vivente prodigioso che sembra nato in uno dei luoghi più dimenticati da Dio, e dagli uomini: Chernobil. Il Cladosporium sphaerospermum sfrutta le radiazioni ionizzanti come fonte di energia, grazie alla melanina. Questo pigmento, che per noi funge da scudo contro i raggi UV e ci regala la tanto ambita abbronzatura, a lui permette di convertire ciò che per gli altri è letale in carburante per la vita" (p. 201). E durante le sperimentazioni spaziali si è scoperto che la presenza del Cladosporium riduce "l'esposizione alle radiazioni del 2 per cento".
Prendendo in esame questioni più vicine a noi, si può semplicemente indicare che gli "Studi su topi privi di batteri", dimostrano "l'uso precoce di antibiotici porta a disfuzioni immunitarie. Inoltre, una comunità microbica sana rafforza la nostra capacità di combattere tumori, infezioni e infiammazioni croniche" (p. 203). L'eccessivo igienismo di oggi non sembra giocare sempre a nostro favore. Il nostro organismo ha bisogno di crescere imparando a combattere con vari microrganismi.
Come nota finale segnalo questa semplice constatazione: "Ora, poiché è stato stimato che il numero di cellule umane che compongono il nostro corpo sia di circa 30 trilioni, si può inferire con sufficiente sicurezza che, in termini di composizione, siamo molto più microbi che esseri umani" (p. 202). Chi l'avrebbe detto?
Antonella Fioramonti è nata a Prato nel 1983 ed è una scienziata che studia come disarmare i batteri patogeni con approcci innovativi. Le sue ricerche sono state pubblicate anche su "Nature Microbiology". Tra i suoi premi internazionali segnalo l'EOS Pipet Award 2020, dell'Accademia Reale del Belgio. Oggi è Guest Professor all'Université Libre de Bruxelles, valutatrice per il Consiglio Europeo per l'Innovazione e presidente della Fondazione Parsec (www.fondazioneparsec.it). Nel 2022 è stata nominata Cavaliere dell'Ordine della Stella d'Italia.
Nota generale - L'elevata biodiversità e la fluttuazione delle comunità microbiche sono di fondamentale importanza per l'interazione e la funzione delle specie" (p. 200). E "alcuni organismi sulla Terra sfidano l'impossibile, resistendo alle radiazioni meglio di qualsiasi altra forma di vita conosciuta, sia sul nostro pianeta che nello spazio" (p. 200 e 201). Ma il maggior numero di microrganismi si trova "negli oceani, dove i microbi costituiscono tra il 50 per cento e il 90 per cento della biomassa oceanica" (p. 202).
Nota particolare - Si può sintetizzare che "Le proteine... sono i mattoni e i motori che permettono alle cellule di funzionare e all'organismo di crescere, guarire e svolgere le sue attività quotidiane" (p. 27). Inoltre "Si stima che circa il 20 per cento dei tumori sia causato da virus e batteri" (p. 28). Tuttavia "La natura è stata, di fatto, la "farmacia dell'umanità" ben prima della scienza" e "forme primitive di automedicazione con piante e funghi sono stata osservate anche in insetti, uccelli e primati" (p. 182). In ogni caso le malattie infettive seguono un calendario epidemico con una particolare ciclicità stagionale. Micaela Elvira Martinez, scienziata, ecologa e professoressa alla Columbia University di New York ha studiato ben "69 malattie infettive epidemiche, dalle più comuni alle più rare" (p. 125).
Nota specialistica - L'antrace è stata usata dai nazisti: "Le sue spore possono sopravvivere per secoli nel suolo". Resistono "al gelo, al calore, alla siccità, alla mancanza di nutrienti, a PH estremi e persino all'alta pressione" (p. 15). E "La storia della vita è la storia della biologia molecolare. Le cellule ci raccontano perché succede (proprio) quel che succede dentro il nostro corpo" (p. 21). Inoltre "un gruppo di ricercatori brasiliani ha rilevato funghi resistenti ai farmaci in campioni antartci di rocce, suolo e acqua di mare" (p. 181).
Nota sul futuro - "Si dice che per crescere un figlio serva un intero villaggio, perché una madre sola, un padre solo, due genitori da soli non bastano. Servono reti di persone, e di sostegno, serve una comunità" (ultima pagina); "Signori, saranno i microbi ad avere l'ultima parola" (Louis Pasteur, il suo punto di vista specialistico).