Il ministro Lupi, le case occupate e il Corriere

par Fabio Della Pergola
lunedì 3 novembre 2014

"I prefetti agiscano e stacchino le utenze alle case occupate!". È l’ordine perentorio che sembra uscito altisonante dai polmoni robusti di un robusto condottiero dei popoli.

Non ho mai pensato che le occupazioni di case fosse un gesto legittimo e condivisibile. O forse l'ho pensato solo in gioventù.

Giusto il tempo di accorgermi che molte volte, troppe in verità, le occupazioni abusive non andavano a detrimento della grande speculazione edilizia, ma solo di quei poveracci in attesa di un alloggio che la striminzita edilizia popolare metteva a graduatoria. Poi arrivavano i più furbi o i più aggressivi o quelli meglio organizzati e se le prendevano; in barba, non ai Comuni che assistevano pavidi e inermi alla sopraffazione, ma agli altri, a quelli meno furbi, meno aggressivi o meno organizzati. Il che, fuori dai denti, fa schifo.

Ma, detto questo, l’ordine perentorio di ieri - titolone in prima pagina del Corriere, nientemeno! - viene da quel bellimbusto con la faccia del primo della classe (per furbizia, non per bravura) che le dita nella marmellata non ce le metterebbe mai perché la mamma non vuole.

Si parla del ministro Maurizio Lupi, dagli occhietti da faina.

Che è anche quello che ha sottoscritto da poco e nel silenzio più indecifrabile (sic), un accordo con Rete Ferroviaria Italiana (RFI) in cui curiosamente i costi della TAV sono lievitati da 2,9 a 7,7 miliardi di euro.

Vale a dire un costo a chilometro non si sa quante volte più alto di quanto paghino la stessa opera in Francia o Spagna. Ne ho scritto da poco, cioè da quando il più ProTav dei parlamentari PD, Salvatore Esposito, ha gettato lo scompiglio fra i sostenitori della mega opera dichiarando, scandalizzato per il lievitare assolutamente incredibile dei costi, di aver passato il Rubicone per aderire seduta stante alle schiere degli oppositori.

Che il ministro Lupi si metta a berciare come un’aquila contro la (sicuramente illecita) occupazione di case, proprio quando si stanno cominciando a porre domande imbarazzanti sugli accordi miliardari che zitto zitto ha sottoscritto, acuisce e non di poco il sentore di bruciaticcio che si cominciava a sentire.

Una puzza di affari non detti - alias indicibili - come sembra insinuare il senatore Esposito di cui sopra? A parlare di una “nube nera” die­tro que­ste cifre è stato lui. Che non ha usato mezzi termini nell’indicare il possibile bubbone: “Costi così alti non fanno altro che for­nire alibi ai poten­ziali cor­rut­tori”.

E la nube nera della corruzione pare ormai endemica quando si parla di opere pubbliche, quindi a pensar male ci si azzecca nove volte su dieci.

Invece di dare spiegazioni credibili su cifre inspiegabilmente più che raddoppiate in un momento storico di quasi deflazione, il ministro - l’ultimo politico di rango targato Comunione e LIberazione ancora sulla piazza - scatena una bagarre cui la testata di via Solferino fa da grancassa mediatica, quanto disinteressta non si sa: oltre al titolone in prima pagina anche pagina 2 e pure pagina 3, dell’edizione domenicale.

Come sparare a una mosca con un lanciagranate.

Il ministro, ci racconta accorato il quotidiano, è stato “sul campo” a parlare con i vecchietti che vivono in casa “come in trincea” perché sono “terrorizzati di uscire per fare la spesa e ritrovarsi la pur misera casa occupata”.

Lessico da Grande Guerra e toni strappabudella da libro Cuore; cui il ministro non tarda a rispondere: “Sono soprusi e abusi inaccettabili !” tuona e scatta il richiamo all’ordine: “I prefetti facciano rispettare la legge!”.

Signorsì, d’accordo. E mentre i prefetti faranno rispettare la legge, si deciderà la magistratura a cacciare il naso anche in quell’accordo miliardario con la RFI?

Un accordo che sembra fatto apposta per far evaporare chissà dove dei fondi pubblici che potrebbero essere utili, ad esempio, per rilanciare l’asfittica edilizia pubblica ed evitare che un sacco di poveracci vivano nell’illegalità o che i tremebondi vecchietti temano per la loro “pur misera casa”.

O dobbiamo pensare che l'illegalità dei senza casa, per di più immigrati in massima parte, sia davvero cosa così tanto più grave dell'inspiegabile aumento di qualche miliardo di euro su una commessa pubblica?

Insomma, dobbiamo davvero prendere per roba seria l’articolo del Corriere che sa tanto di pro domo Lupi, alias Comunione e Liberazione?

 


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