Il fascismo si riorganizza e una nuova strategia della tensione può ritornare

par Marco Barone
lunedì 16 febbraio 2026

La storia non si ripete, ma si ricicla come una confezione di plastica puzzolente e spacciata come un qualcosa di nuovo e fottutamente originale. Ma di sorprendente e originale c'è solo l'ignoranza di chi non conosce il passato e la cecità di chi si rifiuta di vedere cosa si sta consumando ogni giorno sotto i propri piedi.

Ma siamo troppo distratti dal meraviglioso mondo dei social, dove apparire per non essere è l'essenzialità di questo mondo destinato all'estinzione. Eppure le dinamiche sono sempre le stesse. Neanche si sforzano un pochino per cercare di inventarsi qualcosa di banalmente nuovo. D'altronde, perchè cambiare, se i soliti metodi, hanno sempre funzionato? Nelle manifestazioni di piazza ci sono i violenti e i non violenti, chi vuole imporre la propria visione del mondo a colpi di mazze e auto bruciate e chi predicando fiumi di parole che si disperdono nei rumori dei manganelli che colpiscono chiunque si trovi su quella strada della reazione. Rumori secchi, indimenticabili. Come un ticchettio di un orologio che non smette di andare avanti, malgrado tutto, fregandosene di ciò che accade in quell'istante, che passerà. 

Le destre radicali hanno sempre avuto bisogno di costruire un castello di favole su qualsiasi episodio che qualsiasi circostanza prima o poi avrebbe posto al suo benemerito servizio, se non fosse stato x, sarebbe stato y e e se non fosse stato y sarebbe stato z. Questo è il punto della questione. Dal singolo pretesto per restringere ancora di più gli spazi di dissenso e libertà. Abbiamo sempre predicato quanto son belle le rivoluzioni e le ribellioni, ma quando accadono a casa altrui. A casa nostra, no. Anche se poi qui si potrebbero aprire un oceano di interrogativi, le rivoluzioni sono mai state veramente del popolo? A casa nostra l'unica rivoluzione possibile è e deve essere indiscutibilmente una sola. Quella dell'ordine e della disciplina ma in un Paese dove il senso della Patria sta come l'ananas sulla Pizza. Quella del vincere e vinceremo. Anche se poi ne hanno prese bastonate nel corso della storia e dalla storia e a non finire. Quella fascista.

Ed il fascismo è tornato. In giacca e cravatta e con tutte le sue sfaccettature nere e infami che non gli bastano, mai. Inizia a mostrare il suo volto, quello che ha tenuto nascosto, perchè altrimenti poi si dice, ma come,nuovamente? Non eravate finiti a piazzale Loreto? La strategia del fascismo che nega il fascismo per il fascismo era talmente evidente che alla fine i nodi contorti della storia stanno venendo al pettine, eccome. Ma il problema era l'antifascismo, fatto spacciare per una qualcosa di vecchio, di caccia ai fantasmi che non c'erano. Il fascismo ha preso piede ovunque attraverso la democrazia che lo ha prima assorbito, pensando invece di averlo sconfitto se non educato. Ma quella bestia non si educa. Ed ora torna, senza paura, di nessuno. Non c'è più timore a dirsi fascisti, ad elogiare i suoi simboli a ringhiare pubblicamente. Prima hanno seminato il campo con i contenuti "democratici" e poi, con il radicalismo.

E con esso tornerà la violenza di cui avrà bisogno per imporre se stesso pienamente, perchè il fascismo o è fascismo o non lo è. Almeno ci stanno riprovando. Con parte della massoneria accondiscendente, poteri forti, film da quattro danari già visti nei falliti colpi di Stato, e la strategia della tensione serviva proprio a questo, a riportare un nuovo ordine fascista a colpi di terrore, bombe e stragi. I cittadini fatti a pezzi? Numeri sacrificabili per la causa, la loro, ma questo alla povera gente fatta a pezzi non è stato chiesto se fossero disponibili a farsi saltare in aria, ad essere fatti a pezzi perchè c'è qualcuno che sogna il ritorno del nuovo duce. Non c'è stata mai giustizia, salvo per una minoranza di vicende, impunità, che alle vittime dello stragismo più che di beffa sa di diavoleria. Il fascismo si sta riorganizzando, e lo sappiamo, solo che questa volta è deciso, ed è pronto a chiudere i conti con quella parte di storia da cui ne è uscito sconfitto. E per far ciò ha bisogno di tutti gli strumenti a disposizione tra cui anche e soprattutto quelli eversivi per il solito gioco dell'oca nazista, disordine, per imporre l'ordine, violenza, per il terrore e spazzare via ogni minima forma di resistenza e opposizione, con l'uomo forte pronto a comandare l'Italia camerata del terzo millennio, perchè tutto possa nuovamente ricominciare da dove ha avuto origine, perchè almeno in questo dobbiamo continuare ad essere originali. 

Foto JJ/Flickr


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