Il complottismo in salsa italiana: da Iva Zanicchi a Morgan De Sanctis

par Francesco Piccinini
martedì 10 gennaio 2012

Partiamo da un numero: un milione centotredicimila settecentoventidue. A questo numero associamoci dei volti ed immaginiamoli in fila dinanzi ad uno schermo. Immaginiamoli mentre guardano l’ennesimo video virale che circola su YouTube. Sono un popolo, una massa, una folla che, come tanti piccoli Lemmings, si getta nel “tranello” tesogli in Rete. E’ quanto successo tre giorni fa.

Un utente ha caricato sul suo canale il video ripreso dalla trasmissione “Carramba Che Sorpresa” del maggio 2004. Nella sequenza si vedeva Iva Zanicchi allontanarsi di corsa dal suo posto e calarsi le braghe dietro i divanetti della scenografia, come intenta ad espletare qualche funzione corporea.

In soli tre giorni una popolazione di oltre un milione di persone ha guardato, condiviso e commentato una non-notizia e l’ha trasformata in un caso mediatico. In fondo non è difficile creare un video virale, bastano pochi spezzoni tagliati ad hoc, un titolo ad effetto, una musica che sostiene l’incedere delle immagini ed ecco che il falso è confezionato.

Complici gli anni trascorsi, in molti hanno davvero creduto a quelle immagini e solo il 10% di chi aveva visionato il primo video - centomila utenti circa – hanno poi approfondito la notizia andandosi a guardare la sequenza completa – ancora disponibile in Rete - in cui si vede chiaramente la cantante/conduttrice ipnotizzata dal “mago” spagnolo Tony Camo e indotta ad agire secondo le indicazione che questi le dava.

Sebbene le interpretazioni più disparate abbiano invaso i social network, quello della Zanicchi non fu né un “raptus” di follia, né ci troviamo dinanzi ad immagini “censurate ” dalla RAI – la trasmissione è andata regolarmente in onda il 5 maggio del 2004; quanto piuttosto di una semplice rivisitazione di tanti siparietti visti in televisione già nei primi anni ’80, con il mago di turno che ipnotizza l’ospite celebre e lo costringe ad agire contro la propria volontà.

Il “copia-incolla” delle immagini è diventata una vera e propria passione per gli utenti della Rete; sono tanti i “casi Zanicchi” nei quali ci si può imbattere. A volte c’è solo da riderne ma altre volte ciò che si diffonde è un vero e proprio caos che degenera in “macchina del fango”.
 
Nelle immagini trasmesse l'altro ieri sera dalla trasmissione calcistica romana Goal Di Notte e rimbalzate ovunque in rete ieri, si vede il portiere del Napoli De Sanctis “imprecare” dopo il goal del 4 a 1 messo a segno da Cavani nella vittoriosa partita degli azzurri contro il Lecce. L’estremo difensore azzurro prima si agita, poi si gira verso il compagno Lucarelli che, sorridente, gli dice “7-8 minuti” indicando i minuti che mancano allo scadere.
 
Come nel caso di Iva Zanicchi una serie di frammenti video sono stati decontestualizzati e montati ad arte per istillare il dubbio di una combine affinché la partita finisse con uno scarto di due reti. Nella didascalia, inoltre, si afferma che Sky avrebbe “censurato” le immagini mandandole in onda una sola volta alle 23.45 – affermazione tra l’altro non vera – e si continua sostenendo l’ipotesi che il portierone azzurro potesse essersela presa poiché il goal del Matador minava un accordo. A supporto della “bontà” di questa tesi l’autore del video porta il risultato finale della partita che vide gli azzurri imporsi 4 a 2.
 
In Rete la notizia si è diffusa rapidamente ma in pochi hanno cercato di contestualizzarla o confutarla. Basterebbe, come nel caso della Zanicchi, riavvolgere il nastro della memoria per ricordare che nel match contro il Lecce dopo essere passati in vantaggio per 3 a 0, gli azzurri soffrirono non poco le folate salentine e sul 3 a 1 rischiarono più volte di subire il secondo goal. Se inserito nel giusto contesto il video assume tutto un altro valore ed è lo stesso De Sanctis a confermarlo in un’intervista rilasciata ieri pomeriggio a Sky, chiarendo che il suo fu un gesto liberatorio dopo tanta tensione accumulata dati i rischi corsi.
 
Ciò che fa rabbia è che questa continua ricerca del torbido serve solo ad alimentare un complottismo che tanti accoliti trova in Rete e fuori. Al momento in cui scriviamo questo articolo, sono stati già in mezzo milione a guardare il video di cui sopra. Come nel caso di Iva Zanicchi solo una parte, il 10% approfondirà e ascolterà la spiegazione di De Sanctis. Il 90% di chi ha visto le immagini rimarrà convinto che l’estremo difensore del Napoli ha preso parte ad una combine e che tutto il calcio è un sistema malato.
 
Il compito di chi fa informazione è tenere il timone dritto dinanzi a questi casi che, per negligenza o per volontà, vengono montati e minano la credibilità di un uomo. Gli utenti della rete devono, come sanno e fanno, contribuire a scacciare e migliorare l’ “informazione tossica” sbugiardando chi sostiene la tesi della combine attraverso le stesse “armi” che il Web mette a disposizione ovvero i commenti ai video; utilizzando i propri profili Facebook e Twitter come mezzo per diffondere un’informazione corretta volta a ridare il giusto merito ad un uomo di sport che ha sempre onorato la maglia del Napoli e quella della Nazionale.

Leggi l'articolo completo e i commenti