Il M5S lucano che si fa "casta"
par Gerardo Lisco
lunedì 28 luglio 2025
Il 19 luglio a Matera si è tenuta l’Assemblea regionale del M5S. La partecipazione non ha superato la cinquantina di presenze, segno tangibile dei recenti successi del M5S lucano. Per capire e valutare attentamente questi successi bisogna analizzare i dati elettorali a partire dalle prime elezioni regionali alle quali si presentò la Lista del M5S capeggiata da Piernicola Pedicini (sembra un secolo fa!).
Allora il M5S prese il 13,19% e 33.000 voti eleggendo due consiglieri regionali. Alle successive elezioni regionali il M5S, con candidato alla Presidenza della Giunta regionale Antonio Mattia, ottenne il 20,32% e 60.000 voti eleggendo tre consiglieri regionali. A differenza di quanto succedeva in altre regioni italiane, dove il M5S alle elezioni regionali non raggiungeva nemmeno il 10%, in Basilicata sembrava una realtà consolidata, presente sul territorio con propri quadri politici e militanti di base, non solo attivi sulla rete, ma anche fisicamente sul territorio. Alle elezioni politiche del 2018 addirittura riusciva ad eguagliare la DC dei vecchi tempi attestandosi al 44% dei consensi ed eleggendo ben quattro senatori e quattro deputati; venne eletto anche Caiata espulso dal M5S durante la campagna elettorale. A Matera, nel 2020, veniva eletto sindaco al secondo turno Bennardi, esponente del M5S; mentre a Potenza, per due tornate amministrative, a stento il riusciva ad eleggere una propria rappresentanza in consiglio comunale. Alle ultimi elezioni comunali il M5S è letteralmente scomparso dal consiglio comunale di Potenza; mentre alle elezioni comunali di Matera di pochi mesi fa, nonostante avesse amministrato la città, ha totalizzato solo il 6% dei consensi uscendone malamente sconfitto. Alle ultime elezioni politiche dopo aver perso, strada facendo, consensi, rieleggeva solo Lomuti alla Camera dei Deputati (che alle precedenti politiche era stato l’ultimo degli eletti al senato) e Mario Turco al Senato, che pur non essendo Lucano era stato inserito in un collegio sicuro dal Presidente Conte. Per inciso la rielezione di Lomuti è stata in forse fino all’ultimo momento. A quanto pare l’Onorevole è nato sotto una buona stella. Ormai di tutte le postazioni che occupava il Movimento nelle istituzioni resta solo quella del Presidente della Provincia, il Sindaco di Vietri, Christian Giordano, che sembra non risultare nemmeno iscritto al M5S. Se questa indiscrezione fosse vera il Presidente della Provincia sarebbe legittimamente un indipendente, e allora di fatto il M5S lucano non sarebbe titolare di alcuna carica istituzionale. Ultimo successo, in termini di tempo, inanellato dal M5S lucano è la discesa al di sotto dell’8% alle recenti elezioni regionali; con i circa 20.000 voti ha eletto due consiglier* regionali. Dalle dichiarazioni della consiglier* Araneo in Consiglio regionale si percepisce che più che esponenti del M5S siano esponenti del femminismo e del trans femminismo. La domanda che mi sono posto, dopo aver ascoltato l’intervento della consiglier*, è quanti siano coloro che, nel M5S lucano, conoscono il manifesto trans femminista di Emi Koyama. Al di là di tutto questo, voglio fare un’altra riflessione. Studiando le liste presentate alle regionali dal M5S lucano, analizzando le preferenze totalizzate e considerando il vincolo di esprimere due preferenze per candidati di genere diverso, si envince l’obiettivo di garantire l’elezione delle due coordinatrici provinciali. Dunque gli eletti dell’ultima tornata sono l’On. Lomuti coordinatore regionale (nominato direttamente da Conte), la Araneo e la Verri coordinatrici provinciali (nominate da Conte su proposta di Lomuti). È lecito dubitare della mancanza di democrazia interna e di trasparenza nel M5S? Siamo in presenza della più totale autoreferenzialità e conservazione delle postazioni acquisite; siamo in presenza di una nuova casta che viene cooptata senza dare la possibilità agli iscritti di partecipare davvero alle scelte politiche. All’assemblea materana, per esempio, pare che fossero presenti le claque mobilitate per l’occasione. Quando c’erano i famigerati partiti della Prima Repubblica il gruppo dirigente che avesse inanellato tutti i successi sopra elencati sarebbe stato oggetto di veementi contestazioni. A quanto pare ciò che bisogna intendere per successo non è il risultato del movimento ma quello dei singoli eletti. Per comprendere meglio lo stato d’animo dei militanti del M5S ho parlato con alcuni di loro, presenti sin dalle origini nel movimento. Sono stati quelli dei banchetti, quelli presenti sui territori, i veri portabandiera di un movimento, è inutile negarlo, che ha scaldato il cuore a molti come provano i risultati elettorali degli anni passati. In Basilicata le percentuali di consenso raggiunto hanno rappresentato un caso unico rispetto al contesto nazionale. Del dibattito che sembra aprirsi nel M5S sono interessanti gli interventi dell’ex consigliere regionale Gianni Leggieri[1] pubblicato su diverse testate giornalistiche locali e l’intervista rilasciata dal Coordinatore del Gruppo Territoriale di Potenza Pasquale Capobianco. A leggere le dichiarazioni dei due esponenti del M5S locale sembra avverarsi la profezia di Antonio Di Pietro[2] quando , in una intervista rilasciata a L’Espresso del 16 febbraio 2021 a proposito del M5S , alla domanda dell’intervistatrice risponde << Il Movimento Cinque Stelle? Farà la fine dell’Italia dei Valori. Sono movimenti, partiti di transizione , non c’è niente da fare , sono destinati . (…) >> aggiungo io ad essere prima normalizzati e successivamente integrati nel sistema. Il processo di normalizzazione comporta la perdita dell’anima, ossia l’annacquamento della cultura politica, nel caso del M5S nemmeno la perdita di quella perché nonostante i tentativi non ha una cultura politica identificabile per cui perdere qualcosa che non si ha è molto difficile. Ciò che resta , come evinco dal caso lucano, è solo un ceto politico diventato casta.
[1] Gianni Leggieri – Riflessioni su “ Cantiere 131” del M5S Basilicata del 22/07/2025 La Nuova del Sud
Intervista a Pasquale Capobianco Sassilive del 25/07/2025
[2] G.Lisco . Dal Governo giallo – verde al Governo Meloni. Il “ Momento Populista”. Ed la Bussola pagg. 42 e 43