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I sei mesi di Mamdani al Governo della città di New York

I sei mesi di Mamdani al Governo della città di New York

par Ezio Boero
giovedì 2 luglio 2026

Zohran Mamdani, Sindaco della città di New York da sei mesi, ha il non facile compito di mantenersi in equilibrio tra le contrastanti spinte che vengono dal suo Partito (i Democratic Socialist of America - DSA), dal suo elettorato, dall'intera cittadinanza di New York e dal contesto politico statunitense.

New York è uno Stato degli USA e anche un Comune di 8,5 milioni di abitanti all'interno di quello Stato. Ha un bilancio di 125 miliardi di dollari e un debito totale lordo di 112 miliardi, un patrimonio edilizio di decine di miliardi di dollari e 300.000 dipendenti, tra cui 36 mila poliziotti.

E' una città dove è molto caro vivere, dai costi economici e sociali ormai insostenibili per la maggioranza della popolazione, con la presenza di moltissimi poveri; non solo disoccupati e/o senzacasa ma anche molti lavoratori la cui retribuzione non permette il pagamento delle spese correnti. E' per tradizione una città molto politicizzata e sindacalizzata, dove il Partito Repubblicano è in grande minoranza.

Zohran Mamdani, già consigliere comunale, si è candidato nel 2025 a Sindaco nelle primarie del Partito Democratico (PD) promettendo politiche sociali (non da oggi osteggiate dai grandi poteri che per anni hanno condizionato la Città): trasporti pubblici veloci e gratuiti, blocco per 4 anni degli affitti degli alloggi popolari e realizzazione di 200.000 nuovi appartamenti a canoni accessibili, apertura di supermercati comunali per garantire cibi essenziali e di qualità ai più poveri, salario minimo a 30 dollari entro il 2030, difesa dell'ambiente valorizzando la legge locale che fissa limiti di carbonio per i grandi edifici, assistenza all’infanzia gratuita fino a 5 anni di età ...

La sua idea era che tali provvedimenti devono essere finanziati da una nuova tassa sui super ricchi del 2% sui redditi superiori a 1 milione di dollari annui e da un aumento da 7,25% a 11,50% di quella sui redditi delle imprese. Tasse il cui voto però è di competenza dal Parlamento dello Stato di New York. Obiettivo di Mamdani è invertire la gentrification (l'allontanamento dei poveri dalle città a causa dell'aumento del costo della vita: l'affitto medio di un appartamento a Manhattan supera ormai i 5.000 dollari al mese), convincendo nel contempo i ricchi non lasciare New York onde pagare meno tasse altrove.

Alle primarie del DP, in cui aveva già sconfitto Cuomo, solo pochi Sindacati gli avevano dato quell'appoggio pubblico che è usuale negli Stati Uniti, preferendogli il Sindaco incombente. Nelle elezioni vere e proprie, tale appoggio sindacale, seppur non generalizzato, è arrivato a comprendere Sindacati di sanitari, insegnanti, addetti alle comunicazioni e infine del NYC Central Labor Council, che rappresenta un milione di lavoratori di 300 piccoli e grandi Sindacati. Ovviamente ciò non ha portato il voto di tutti questi iscritti sindacali. Mamdani ha invece ricercato meticolosamente l'appoggio delle numerosissime etnie, fortemente organizzate nei quartieri e non sempre capaci di unirsi in progetti complessivi.

Ha avuto la maggioranza in 3 dei 4 distretti della città ma non a Staten Island, il più ricco.

Il DSA, il Partito socialista a cui lui aderisce, conta a New York 14.000 membri; pochi rispetto ai 104.000 volontari (in gran parte giovani bianchi) che hanno bussato a 3 milioni di porte per la sua campagna elettorale di Mamdani e al milione di persone che l'ha votato.

Alle elezioni per il Sindaco solo il 40% dei cittadini è andato ai seggi (comunque un record dal 1961) e quasi il 50% dei votanti ha votato contro Mamdani. All'interno della sua coalizione ha preso il 7,6% dei voti totali il Working Families Party (WFP), un'organizzazione "leggera" di sezioni sindacali e di organizzazioni sociali, presente soprattutto a New York, che agisce soprattutto su concreti problemi sociali.

Dunque Mamdani, presentatosi alle primarie del Democratic Party - DP (un partito a cui non appartiene), ha superato l'avversario Cuomo indicato dal DP (il candidato ufficiale del Partito Repubblicano era ininfluente) anche e soprattutto grazie al fatto che il 15% dei suoi voti sono stati apportati dal WFP. Ed è iscritto ad un Partito (i DSA), almeno teoricamente avverso al sistema capitalistico, il cui rapporto col DP è costantemente messo in discussione da ampi suoi settori. Mentre Mamdani, nel suo ruolo istituzionale, e nel contesto di un'economia di mercato, deve tentare di usare i meccanismi e le normative dell'apparato municipale per procurare miglioramenti concreti e immediati della qualità della vita a tutti i cittadini.

Nel discorso di insediamento del 2 gennaio scorso, Mamdani aveva promesso "una nuova era in cui governeremo in modo espansivo e audace", rivendicando una continuità con l'eredità di Bill de Blasio e Fiorello La Guardia. Ma si è trovato subito di fronte ad almeno tre grandi ostacoli: il bilancio comunale, la polizia e i rapporti col suo elettorato più intransigente, coi poteri forti e col PD.

Sul tema delle tasse ai ricchi, la governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, una "centrista" del Partito Democratico, è contraria. Rettificando quello che disse nella sua campagna elettorale quando aveva invitato i ricchi ad andare in Florida. Risulta che 125.000 super ricchi l'avevano presa in parola, seguiti dai loro 14 miliardi di dollari di gettito fiscale.

Mamdani si è messo d'accordo con lei, varando una tassa sulle seconde case (di proprietà di non residenti) ma soprattutto un piano di 1,7 miliardi di fondi statali che fornirà assistenza gratuita a tutti i bambini fino a due anni di età, finora affidati esclusivamente a strutture private. Ha appoggiato poi, sollevando dissensi in una parte del suo elettorato, il rinnovo della candidatura di Hochul a governatrice dello Stato e non ha più partecipato alle rinnovate manifestazioni "Tax the Rich" tenutesi ad aprile.

Secondo il New York Post, recupererà inoltre risorse da un aumento dei prezzi del trasporto in ambulanza e dall'assistenza medica d'emergenza.

Per la transizione dei poteri, Mamdani ha utilizzato personale della precedente amministrazione Cuomo, istituendo in seguito su vari argomenti prioritari 17 comitati, i cui 400 componenti appartengono a varie aree del suo supporto elettorale: associazioni sociali e comunitarie, sindacati, accademici progressisti, membri dei DSA. Ma anche Katheryn Wylde, rappresentante dell'associazione imprenditoriale Partnership for New York City, che ha evidentemente avuto il ruolo di convincere Wall Street e i grandi immobiliaristi che si poteva lavorare col nuovo Sindaco, anche se socialista.

Il secondo grande problema di Mamdani è la Polizia della Città che, con i suoi 33.000 agenti e un budget di 6,4 miliardi di dollari, rappresenta una base di potere che vuole conservare il massimo di indipendenza e di potere: durante il mandato di Bill de Blasio, la polizia aveva messo in atto una vera e propria rivolta e persino minacciato pubblicamente la figlia dell'allora Sindaco. Mamdani, malgrado la pressione di molti suoi elettori e poi le forti critiche, ha confermato l’ereditiera miliardaria Jessica Tisch a capo della Dipartimento di Polizia NYPD, in prima fila nella repressione delle manifestazioni cittadine pro Gaza e non certo ostacolante i raid di immigrati da parte dell’ICE. Ma un mese più tardi ha annullato il piano della polizia di New York di assumere altri 5.000 agenti, nemmeno giustificati da un aumento della criminalità, cresciuta durante la pandemia di Covid ma scesa ai minimi storici nel 2025. Evidentemente i compiti della polizia di New York sono da ricalibrare perché, anche sotto Mamdani, essa ha arrestato manifestanti anti-ICE, soprattutto durante le manifestazioni alla Columbia University, e anche 13 infermiere durante una manifestazione di fronte alla sede del padronato ospedaliero nel corso dello sciopero nei più grandi ospedali privati della Città.

I 12 ordini esecutivi della prima settimana del nuovo Sindaco hanno riguardato la riattivazione dell'agenzia sulla casa per coordinare la protezione degli inquilini, reprimere i proprietari recidivi di azioni contro la legge e sostenere gli interessi degli affittuari nelle decisioni sulla politica abitativa. A partire da una sede pubblica in cui gli inquilini possono denunciare le loro condizioni di affitto. Il che ha portato alle prime sanzioni comminate ai proprietari immobiliari che non rispettano le regole. Inoltre la task force Land Inventory Fast Track (LIFT) dovrà identificare siti per costruire nel prossimo decennio duecentomila nuove unità abitative.

A ciò si è aggiunta una verifica delle condizioni di tutela della salute e della sicurezza dei rifugi per i senzatetto della città. Lo stesso delle carceri della città.

Molto vantata infine la riparazione (durante una delle quali il Sindaco si è presentato munito di pala) di 102.000 buche stradali, da tempo un problema per la circolazione dei veicoli; una conclamata iniziativa di "socialismo fognario", cioè attento alla piccole cose, che Mamdani ha esplicitamente ricollegato alla lontana amministrazione socialista del 1910 della città di Milwaukee.

Un nuovo settore municipale ha il compito di favorire il rapporto dei cittadini col governo della Città con un certo impatto sul processo decisionale. Una sorta di bilancio partecipativo, come quello di Porto Alegre, nel Brasile, che andò di moda nelle lotte contro la globalizzazione dei profitti di anni fa. Iniziativa al cui interno "Municipal Madness" è una competizione con cui i cittadini potranno presentare idee per decidere chi si aggiudicherà una nuova altalena nel proprio parco giochi. Ciò che pare mettere in concorrenza esigenze tutte magari valide e appoggiate ognuna dalle più disparate comunità etniche. Più in generale, l'iniziativa "Organize NYC" dovrebbe far sì che "le voci della classe lavoratrice newyorkese siano le forze trainanti delle decisioni che plasmano le loro vite”. A partire dal problema della carenza di case con affitti abbordabili, di cui si deve occupare il Rent Guidelines Board, in cui ha nominato persone di sua fiducia.

Che infatti hanno votato il 25 giugno il congelamento dal prossimo autunno degli affitti di uno o due anni di quasi un milione di immobili, il 41% del patrimonio immobiliare in affitto della città. Immobili costruiti tra il 1947 e il 1974 con più di sei appartamenti. Critiche al provvedimento sono venute da chi prevede un aumento delle locazioni nel resto degli alloggi in affitto non soggetti a blocco e dagli immobiliaristi come Trump, che, dopo aver definito Mamdani "una persona perbene", ha prefigurato una deriva di questi edifici, che "si trasformeranno presto in ghetti e baraccopoli" mentre sempre più persone lasceranno New York. Tale blocco degli affitti era già stato attuato da De Blasio ma questa volta i poteri forti di New York potrebbero non farsi scappare l'occasione di indebolire il Sindaco con un ricorso legale al provvedimento.

Nel suddetto Board è presente anche Brandon Mancilla, già presidente del Sindacato dei lavoratori studenti della Harvard University, ora direttore della Regione 9A della UAW (United Auto Workers). Un ulteriore segnale che il Sindaco intende avere un rapporto stretto coi Sindacati, in una città fortemente sindacalizzata ma in cui la maggior parte dei lavoratori non lo è ancora.

Il primo problema di approccio alla questione, Mamdani ce l'ha in casa: quello coi dipendenti municipali: Il Public Employees' Fair Employment Act consente alla Città di rifiutarsi di negoziare su molte questioni che invece sono ammesse dalla legislazione sul lavoro del settore privato. Durante la campagna elettorale, Mamdani aveva promesso di raddoppiare il budget del Dipartimento per la Tutela dei Consumatori e dei Lavoratori, portandolo a circa 135 milioni di dollari; una promessa (momentaneamente?) accantonata.

A metà aprile, Randi Weingarten del Sindacato Insegnanti AFT e Sara Nelson degli Assistenti di Volo hanno lanciato, presenti Sanders e Mamdani, una nuova organizzazione no-profit pro-Sindacati: "Unionnow.org", con lo scopo di sostenere e finanziare le lotte dei lavoratori. Nell'occasione, Mamdani, che aveva appoggiato lo sciopero degli/delle 15.000 infermieri/e cittadini/e, ha chiesto di boicottare i negozi della multinazionale Starbucks fino a che non aprirà una vera trattativa per le ormai 700 caffetterie sindacalizzate, una per una dal 2021, a livello nazionale.

Il rapporto coi Sindacati si è però un po' incrinato quando la nuova amministrazione comunale ha respinto la richiesta che il Sindaco ponesse il veto su una controversa proposta di legge del Consiglio comunale che, con l'obiettivo di contrastare i crimini d'odio, istituisce delle "zone cuscinetto" anti-protesta intorno a scuole e istituti scolastici. La proposta è nata per evitare raduni, e attacchi possibili, a luoghi di culto e di aggregazione delle varie comunità religiose presenti in Città. Nel contempo, Mamdani è comunque tempestato di critiche da parte della componente ebraica conservatrice.

Un'agenzia per la protezione dei consumatori dovrà vigilare sui prezzi al consumo. Avanza la realizzazione dei primi due supermercati a prezzi popolari. Uno sarà a East Harlem, dove si sta già costruendo l’edificio su un terreno del Comune; l’altro sarà a La Marqueta nel Barrio, nello stesso mercato che il Sindaco Fiorello La Guardia aprì nel 1936 per alleviare il peso dei prezzi di frutta e verdura.

Le recenti primarie del Partito Democratico a New York in vista delle elezioni di medio termine di novembre hanno confermato che la linea, accorta ma determinata su molti aspetti dove il ruolo della municipalità è possibile, sembrerebbe portare risultati positivi anche a livello politico: i 3 candidati appoggiati da Mamdani hanno tutti vinto contro i candidati dell'apparato del PD. Pur tenendo conto che una delle principali questioni che incombevano sul voto è ancora la cautela, per non dir peggio, che i centristi e la destra del DP hanno rivoltò al genocidio di Gaza. Questo mentre a New York centinaia di ebrei antisionisti sono state un'efficace alternativa alla storica presenza di settori filoisraeliani molto influenti nella Città.

E' indubitabile dunque la forte volontà del nuovo Sindaco di intervenire sui problemi cronici di una Città che vuole conservare anche un volto popolare e a cui è necessario dare le possibilità per consentirlo.

In merito alle politiche attuate e preventivate da Mamdani si susseguono in ambito culturale e politico variegati interventi. Un tema emerso, fin dal discorso dell'insediamento, quando Mamdani non ha spiegato chiaramente ai presenti, e alle migliaia che lo ascoltavano in diretta da casa, cosa avrebbero dovuto e potuto fare dopo averlo eletto. Come (e se) s'intenda veramente coinvolgere le migliaia di persone che hanno favorito l'elezione del Sindaco socialista, e che magari oggi si sono (o sono state) smobilitate, è un problema che attiene anche alla linea politica dell'amministrazione comunale, alla sua capacità di mantenere le promesse. In questo senso, la discordia emersa, e il futuro incerto, emerso in "Our Time", l'organizzazione indipendente che avrebbe dovuto mantenere attiva la vasta rete di volontari della campagna elettorale, indicano che il problema di evitare il "tutti casa" a fare da spettatori speranzosi, è ben presente.

In questo senso, alla lunga, non sarà sufficiente comparire qua e là in città a piedi e sui mezzi pubblici e partecipare a qualche riunione di quartiere. E' tutta da praticare una strategia unitaria che coinvolga nuovamente e soprattutto tenga assieme comunità che vivono spesso a New York distinte l'una dall'altra, mantenendo in piedi lo spirito collettivo che ha portato al grande cambiamento.

Mark Engler and Matthew Miles Goodrich sostengono sulla rivista Dissent che per creare un cambiamento duraturo, il governo ha bisogno del sostegno continuo e organizzato dei cittadini. Una base mobilitata che difende le sue priorità e/o respinge se inadeguati i compromessi di politici che (in genere) sono spesso irritati e offesi da movimenti turbolenti che non riescono a controllare, piuttosto che contenti all'idea di essere costretti a tenerli sempre presente. Per questo motivo le tensioni possono essere inevitabili. In quanto organismo “interno”, istituito per incoraggiare pressioni esterne, i nuovi uffici comunali "per favorire l’impegno di massa" si trovano ad affrontare una contraddizione con cui Mamdani dovrà fare i conti in modo continuo e prioritario.

La partecipazione di massa alla politica è un fattore determinante perché i bisogni della gran parte della popolazione siano in campo. E la vittoria di Mamdani in una delle città più importanti del Mondo, in un Paese precipitato nell'autoritarismo bellico e antisociale di Trump, è troppo importante per tutti/e coloro che credono nella necessità di cambiare in positivo la società a livello mondiale.

 

Fonti principali:

Zohran Mamdani: “I Will Govern as a Democratic Socialist”, Jacobin, 2.1.2026

A.Gabbatt, Mamdani’s first 10 days: getting things done despite right’s dystopian fantasies, The Guardian, 10.1

P.Frase, Zohran Mamdani and the Contradiction of Democratic Socialism, Jacobin, 27.4

M.Engler - M.Goodrich, How Mamdani Can Build Mass Engagement, Dissent, 4.5

A.Hirschfeld, New York City freezes rents for one million regulated apartments, AlJazeera, 26.6

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