I miracoli di santa Giorgia

par UAAR - A ragion veduta
mercoledì 26 novembre 2025

Mai nessun governo, nemmeno quelli democristiani, era stato tanto generoso con la Chiesa come quello attuale: un fiume di fondi, privilegi e favori tra compiacenze e silenzi imbarazzanti. Affronta il tema Raffaele Carcano sul numero 5/2025 di Nessun Dogma.

Lo sappiamo benissimo. M regalò al Vaticano uno Stato e un concordato. I governi democristiani furono tutti democlericali, per quanto i partiti minori centristi ne abbiano attenuato la propensione. Craxi stipulò un nuovo concordato, peggiorativo. Nella seconda Repubblica, in palese contrapposizione con la progressiva secolarizzazione della società, abbiamo assistito all’involuzione di storie politiche che avevano avuto una loro dignità laica, nonché all’arrivo di numerosi neo-crociati. Eppure, un così veloce e sistematico attivismo a favore della chiesa cattolica non si era mai visto prima.

Lo sapevamo benissimo, e già da prima delle elezioni. Il programma di M2 era un’autentica agenda antilluminista. E la sua applicazione identitaria si rivela oggi utilissima per una maggioranza che su tutto il resto sta facendo veramente poco, al di là delle roboanti rivendicazioni pubblicate sui social network e amplificate dai suoi media cammellati. E al di là di qualche provvedimento-manifesto come la guerra ai rave party, lo sfratto del Leoncavallo, i centri di detenzione in Albania che sapevano benissimo di non poter far aprire, ma che erano e sono una fantastica occasione per gridare al vittimismo e attaccare la magistratura.

 

L’impostazione clericale di M2 & soci segue gli stessi binari. Le dichiarazioni a effetto (cattolico) sono quotidiane. I leader di destra hanno letteralmente saccheggiato l’immaginario madonnaro: M2 che si veste come la Vergine, Tajani che la vede nella bandiera europea, Salvini che sgrana rosari… Poi c’è la pars destruens, peraltro preponderante, in cui gli attacchi all’islam (quasi sempre in nome delle “radici cristiane”, ma talvolta anche in quello della “laicità”) si alternano a ripetute invettive anti-woke e anti-gender. Parole che peraltro usano senza riuscire a darne un significato.

Se si tratta della Chiesa, gli atti-manifesto fioccano come la neve sulle Alpi giapponesi. Le proposte di legge che possono piacere ai vescovi si moltiplicano senza soluzione di continuità, così come le disposizioni in ogni ambito della vita pubblica. Dalle bandiere a mezz’asta in occasione della morte dei papi (e la proclamazione del lutto nazionale per Bergoglio) alle nomine di “esperti” di provata fede cattolica; dalle convenzioni per trasformare la Rai in TeleVaticano all’assenza di firme sotto le dichiarazioni congiunte internazionali ritenute troppo laiche.

Non mancano nemmeno i ricorsi contro le delibere regionali che normano il suicidio assistito o pongono un freno all’obiezione di coscienza all’aborto. Una legge-manifesto è stata già adottata, quella che rende «reato universale» la gestazione per altri: la maggioranza dei giuristi ha storto il naso, ma Oltretevere hanno apprezzato. Intanto già si annuncia un’altra legge clericale sul fine vita: la bozza di testo è stata concordata direttamente in Vaticano.

E quando si arriva ai soldi, come per magia, diventa facilissimo trovarli. Altro che i balneari: la Chiesa può nuotare ancor più di prima nell’oro. Ogni legge di bilancio del governo di destra ha aumentato i fondi pubblici destinati alle scuole private cattoliche. Gli stanziamenti statali per il Giubileo sono stati innalzati più volte. Un concorsone immetterà in ruolo oltre seimila nuovi docenti di religione, scelti dai vescovi ma pagati dai contribuenti. Persino il Pnrr è stato “massaggiato” per accrescere le somme destinate a finalità religiose.

Ma i rivoli di denaro sono innumerevoli, e vanno dalla ristrutturazione dell’ex ospedale Forlanini, che costerà ai cittadini italiani 600 milioni prima di essere ceduto al Vaticano, all’appalto con i vescovi per far gestire loro l’accoglienza ai migranti. I contributi all’editoria continuano a veder primeggiare Famiglia Cristiana e Avvenire, con importi al rialzo.

Persino il desiderio pontificio di essere il primo Stato alimentato al 100% da energia rinnovabile sarà esaudito a spese di quello tricolore, perché, applicando i Patti Lateranensi, l’accordo bilaterale prevede che l’impianto sarà esentasse. Secondo la sottile prosa dei ministri, tale esenzione non determinerà «alcun effetto negativo di gettito, ma solo una rinuncia a maggior gettito». Che avrebbe potuto e dovuto essere destinato a finalità italiane. Ma vatti a fidare dei sovranisti.

Scorrete le clericalate pubblicate sul nostro blog, e otterrete aggiornamenti settimanali. L’unica contrapposizione pubblica si è anch’essa verificata sulla vil pecunia: l’8×1000. Perché quello alla Chiesa è in costante calo, e lì il governo non può far miracoli: sono i cittadini che decidono. Ma l’esecutivo è riuscito a essere ugualmente di aiuto alla Cei, interrompendo la trasmissione dei già rarissimi spot a proprio favore.

M2 ha dichiarato “guerra alla droga”, e vorrebbe tanto finanziarla col gettito statale ma, guarda caso, è proprio la destinazione dell’8×1000 che piace meno ai contribuenti: Lei è riuscita ugualmente a girarle 58,9 milioni della quota inespressa. Sul tema, sono state emblematiche le dichiarazioni di Tajani, secondo cui quei soldi finiscono comunque alla Chiesa perché «molte delle comunità di recupero sono gestite da realtà ecclesiali». Il ministro sembra convinto che i vescovi non si accorgano di tutti i soldi che ricevono. Forse ha ragione. Forse ne ricevono troppi.

Tutto questo fiume di piaceri e di denaro scorre impetuoso nell’assordante silenzio dell’opposizione, sia politica che giornalistica, ancora irretita dalla coppia piaciona Zuppi&Bergoglio, reputata di volta in volta «di sinistra», «rivoluzionaria», «davvero vicina ai poveri», «simpatica e alla mano», «antifascista», e via salmodiando. A modo suo, anche l’opposizione si comporta come il governo: frequenti dichiarazioni a favore dei diritti per i gay, sul fine vita, per l’aborto. Ma di concreto, per la laicità, praticamente nulla.

Il recente Meeting di Cl ha cementato il patto d’acciaio tra il governo di destra e gran parte del mondo cattolico. C’è anche un nuovo papa, che piacione non è (anche se c’è chi cerca comunque di farlo passare come tale), che ha riaccolto Salvini in Vaticano, dopo aver già ricevuto M2 e Tajani, e che più del predecessore sembra muoversi nel solco della tradizione. La tradizione cattolica è antilaica. La tradizione liberale e progressista è laica. Se i suoi epigoni odierni non vogliono passare alla storia come utili (e perdenti) idioti, è meglio che si diano velocemente una regolata.

Raffaele Carcano

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