I "Longennials" italiani tra ansia e pensione: il 42% non sa quanto guadagnerÃ
par Bob Caprai
venerdì 8 maggio 2026
Credem e Università Cattolica lanciano un Osservatorio sulla longevità: emerge il ritratto degli over 50 attivi, preoccupati per il futuro ma poco informati sul proprio domani previdenziale.
Sognano la pensione, ma non sanno cosa li aspetta davvero. È questo uno dei paradossi più rilevanti che emerge dalla nuova ricerca dell'Osservatorio Opinion Leader 4 Future, il progetto sull'informazione consapevole nato dalla collaborazione tra Credem e ALMED, l'Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.
Al centro dell'indagine — condotta nel primo trimestre del 2026 su un campione di 800 italiani tra i 50 e i 70 anni, rappresentativo per genere, età e zona di residenza — c'è la figura dei cosiddetti "Longennials", un neologismo che fonde longevità e millennials per descrivere i nuovi over 50: ancora attivi, dinamici, ma alle prese con sfide complesse e spesso poco attrezzati per affrontarle.
Il dato più sorprendente riguarda la previdenza. Se il 64% degli intervistati dichiara di voler andare in pensione entro cinque anni, solo il 30% potrà effettivamente farlo. E soprattutto, il 42% dei lavoratori over 50 non è in grado di stimare la differenza tra l'ultimo stipendio percepito e il futuro assegno pensionistico. Un'ignoranza che genera timori concreti: il 31% teme che la pensione non basterà a sostenere il proprio tenore di vita.
In questo quadro, circa il 60% dei Longennials sente la necessità di ricevere informazioni più chiare su investimenti e previdenza integrativa, e il 44% riterrebbe utile una consulenza dedicata alla pianificazione finanziaria. Il consulente bancario rimane la figura di riferimento per il 47% del campione, con una netta preferenza — nel 60% dei casi — per un rapporto in presenza rispetto alle soluzioni digitali.
Il quadro che emerge non è solo economico. I Longennials sono una generazione "sandwich", stretta tra le esigenze dei figli e quelle dei genitori anziani. Il 60% di chi ha figli dichiara di sentire il peso della responsabilità verso di loro; la percentuale sale al 66% per chi assiste genitori anziani, arrivando addirittura all'78% tra le fasce di reddito medio-alto.
Nonostante ciò, l'82% degli intervistati giudica positivamente le proprie relazioni familiari e il 73% quelle amicali. Sul fronte del benessere personale, l'alimentazione sana è una priorità per l'85% del campione, seguita dall'equilibrio psicofisico (81%) e dalla coltivazione di hobby e passioni (76%).
Guardare avanti divide questa generazione: il 40% lo fa con curiosità, il 42% con ansia. Il 36% si dichiara preoccupato dalla prospettiva di vivere oltre gli 85 anni, a conferma che la longevità — pur essendo un traguardo — porta con sé interrogativi ancora irrisolti.
Sul versante dell'informazione, i Longennials si autodefiniscono cittadini attenti (74%) e navigano con disinvoltura tra media tradizionali e digitali, senza una preferenza netta: il 35% predilige i canali classici, il 36% quelli online, il restante 35% li usa indifferentemente.
L'iniziativa di Credem e Università Cattolica non si esaurisce con la ricerca. Tre incontri presso la sede dell'Ateneo milanese — tra aprile e novembre 2026 — vedranno docenti ed esperti confrontarsi sulle diverse dimensioni della longevità. Il primo si è già tenuto il 30 aprile scorso in Largo Gemelli 1 a Milano.
«Oltre vent'anni è l'aspettativa media di vita dopo il pensionamento», ha ricordato Maurizio Giglioli, Condirettore Centrale di Credem, sottolineando come la banca intenda rafforzare il proprio ruolo consulenziale a supporto dei clienti in questa fase della vita, in linea con la propria filosofia di "Wellbanking".
«Con l'informazione giusta», ha aggiunto Sara Sampietro, coordinatrice dell'Osservatorio, «i Longennials possono trasformare il peso in competenza, il caos in organizzazione, la solitudine in network».