Georgia, dopo un rapporto dell’Osce arriva la rappresaglia del governo

par Riccardo Noury - Amnesty International
venerdì 27 marzo 2026

Il 17 marzo Ucha Nanuashvili, noto difensore dei diritti umani e già ombudsperson della Georgia, è stato convocato dai servizi di sicurezza che gli hanno chiesto di rendere conto dei suoi contatti con l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce).

In questo modo il governo di Tblisi ha confermato le conclusioni di un rapporto della stessa Osce sulle violazioni dei diritti umani in Georgia.

Il rapporto, reso noto il 12 marzo, descrive “il marcato arretramento democratico” ravvisato dalla primavera del 2024: limitazioni indebite alla libertà d’espressione e di manifestazione, detenzioni illegali per motivi politici e maltrattamenti in piazza e dopo l’arresto di persone che prendono parte alle proteste.

Il rapporto raccomanda l’immediata scarcerazione di tutte le persone imprigionate per motivi politici e l’abrogazione dl tutte le leggi incompatibili con gli obblighi internazionali della Georgia in materia di diritti umani.

Secondo una prassi familiare anche dalle nostre parti, il governo ha respinto il rapporto dell’Osce definendolo “di parte”.

Nanuashvili è solo l’ultimo di una serie di ricercatori e difensori dei diritti umani a finire nel mirino del governo per aver fornito informazioni sulla situazione dei diritti umani a organismi internazionali indipendenti di monitoraggio. Di recente, le autorità hanno chiuso il programma di assistenza legale dell’Associazione dei giovani avvocati della Georgia.

(La foto è della Human Rights House Foundation)

 


Leggi l'articolo completo e i commenti