Ferrovia Jonica: non è più tempo di attese

par Pressenza - International Press Agency
lunedì 1 settembre 2025

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) esprime forte preoccupazione per i ritardi e le continue interruzioni legate ai lavori di elettrificazione della linea ferroviaria Sibari–Crotone–Catanzaro Lido, infrastruttura vitale per la Calabria ionica e, in particolare, per la città e la provincia di Crotone.

 

(Foto di CNDDU)

Alla data del 24 agosto 2025, la situazione è la seguente:

Questi dati, forniti da fonti istituzionali, fotografano con chiarezza il rischio di uno slittamento temporale che avrebbe ripercussioni pesanti sul territorio.

La mobilità non è un privilegio, ma un diritto fondamentale, strettamente connesso alla dignità della persona e alla possibilità di accedere ai servizi essenziali. Le chiusure prolungate della linea ferroviaria hanno già prodotto conseguenze tangibili:

Dal punto di vista tecnico-scientifico, va sottolineato che l’elettrificazione di una linea a binario unico di circa 170 km, in condizioni ordinarie e con più fronti di lavoro attivi, può essere completata in un arco temporale stimato di 18–30 mesi. Il fatto che nel caso calabrese la previsione reale si estenda fino a oltre tre anni conferma un divario significativo tra tempi tecnicamente realizzabili e tempi effettivamente previsti, divario che si traduce in un evidente danno sociale e territoriale.

Il CNDDU chiede con forza che la politica, a tutti i livelli, garantisca la concreta attuazione dei tempi di realizzazione già comunicati, assicurando trasparenza sugli avanzamenti e responsabilità nella gestione delle scadenze.

Il Mezzogiorno, e la Calabria in particolare, non possono più essere condannati a vivere nella logica dell’attesa perpetua: la ferrovia jonica deve diventare simbolo di riscatto e modernità, non l’ennesima testimonianza di promesse disattese.

Il CNDDU ribadisce che la mobilità sostenibile è oggi un diritto umano emergente: senza un trasporto efficiente, equo e rispettoso dell’ambiente non è possibile garantire uguaglianza, inclusione e futuro ai cittadini.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

 


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