Ergenekon. Democrazia in pericolo in Turchia
par Alex Buaiscia
lunedì 20 aprile 2009
Migliaia di persone in piazza. Protestano contro la democrazia in pericolo. Il primo ministro Erdogan detiene più di 200 persone tra poliziotti, giornalisti e accademici, con la scusa di complotto. La storia di Ergenekon.
La Turchia è un paese noto negli ultimi tempi per i suoi tentativi di entrare nell’Unione Europea. Chi è favorevole, chi è contrario, chi vuole solo una partnership.
Ma è anche uno stato moderno, pieno di problematiche a causa della storia complessa che ha attraversato. Figlia dell’impero ottomano, poi rimessa in piedi dopo la prima guerra mondiale grazie alla rivoluzione di Ataturk, considerato il padre fondatore della nazione. Egli ha istituito uno stato secolarizzato, strettamente separato dalle frange politico-religiose. Infine, dopo la stagione dei colpi militari, la democrazia ha prevalso e si tengono regolari elezioni.
La Turchia è uno stato molto esteso che va dalla capitale culturale-economica Istanbul ai confini con la Siria e l’Iraq, in una parte considerata bollente a causa dei "guerriglieri" del PKK. Il loro leader, Ochalan, è ancora nelle prigioni turche.
Molti conflitti hanno segnato questa terra, fin dai tempi di Troia. L’ultimo è stato il breve conflitto con l’Armenia che ha provocato una strage, che si parli o meno di genocidio.
Il primo ministro Erdogan è stato eletto per la seconda volta l’anno scorso col suo partito, l’AKP, ispirato come corrente all’Islam. Se può sembrare strano per un partito politico, basta ricordarsi della nostra Democrazia Cristiana.
L’AKP ha dovuto sempre combattere con i "secolaristi", ovvero coloro che non vorrebbero nessun immischiamento, seppur minimo, della religione con la politica. L’ultima lotta è avvenuta nel Marzo 2008, quando la Corte Costituzionale ha rigettato una petizione da un capo procuratore per mettere al bando il partito e 71 funzionari, inclusi il presidente Abdullah Gul e il primo ministro Erdogan, con l’accusa di cercare di stabilire uno stato Islamico.
Ora, sembra che la democrazia stia deragliando sempre di più. Forte di questa decisione, il governo si è fatto più spavaldo nel prendere decisioni drastiche. L’ultima delle quali sta accadendo proprio in questi giorni.
Continue proteste di migliaia di persone avvolgono Istanbul. Il 18 Aprile più di 5000 persone hanno sventolato bandiere turche, portando ritratti del vecchio leader Mustafa Kemal Ataturk, e gridando ad una voce che "la Turchia è secolare e rimarrà secolare".
Ma cos’è successo nell’ultimo anno?
Tutto fa parte di un complotto, o forse no. Sicuramente riguarda la lotta tra i pii Musulmani che governano con Erdogan e l’elite secolare guardata da sempre dai militari.
Più di 200 persone sono state arrestate nell’ultimo anno. Praticamente, dopo che l’AKP è stato sciolto dall’accusa di islamizzazione, è partita una caccia alle streghe a chi ha voluto "destabilizzare" il governo. Da una parte è andata verso chi in effetti non ama la democrazia, ma dall’altra parte ha cominciato a fare piazza pulita degli oppositori.
Tutto ciò è noto come caso Ergenekon: una frangia nazionalista il cui scopo sarebbe fomentare il caos e forzare un colpo militare. Ergenekon è il nome di una terra patria ancestrale e leggendaria dei Turchi.
- Mehmet Haberal
Le proteste di Sabato sono state indette dopo che le autorità questa settimana ha fatto dei raid nelle case e negli uffici di dozzine di persone, inclusi professori universitari come Mehmet Haberal, rettore e possessore dell’Ankara Baskent University, e presidenti di organizzazioni secolari non-governative che sponsorizzano studenti delle famiglie povere.
Haberal, 65 anni, che possiede anche una stazione televisiva pro-secolare, è stato portato all’ospedale a causa di un attacco di cuore, dovuto alla notizia del suo arresto. Haberal ha organizzato degli incontri con dei componenti dell’opposizione al governo, con l’intenzione pubblica di formare un nuovo movimento o partito politico.
L’indagine verso Ergenekon è iniziata nel 2007 quando la polizia trovò un deposito di munizioni nella casa di un militare in pensione. Da lì il passo è stato breve. Ergenekon è inoltre accusata di attacchi verso un giornale e un tribunale, e un complotto per uccidere il primo ministro e l’autore Orhan Pamuk, premio Nobel. Ricordo come invece quest’ultimo sia stato preso di mira proprio dal governo a causa delle sue dichiarazioni riguardo i curdi.
I legali dichiarano che dozzine di ufficiali militari, ufficiali di polizia, giornalisti e professori hanno complottano un colpo di stato. Oltre a molti politici dell’opposizione.
Il Partito Repubblicano, o CHP, e il Partito del movimento nazionalista, o MHP, hanno criticato il corso degli eventi dell’investigazione Ergenekon.
Come mi dice anche Banu, una ragazza da Istanbul, il processo Ergenekon è una mossa politica, non giuridica. E’ mossa dai politici con obiettivi politici. Se c’è questa organizzazione, chi l’ha fondata e diretta? Ora, più di 100 persone sono incluse nel processo.
Nessuno sa quale sia lo scopo di Ergenekon, ma c’è l’intenzione di espandere il caso per coprire vari segmenti della società. Il caso ha perso le sue caratteristiche giuridiche e si è allargato per coprire molte figure irrilevanti al caso stesso.