Eni mette un tetto al prezzo dei carburanti. Governo provveda a salari e pensioni!
par Gregorio Scribano
lunedì 5 ottobre 2026
Corre il prezzo di benzina e gasolio e, alla fine, è il “Cane a sei zampe” a metterci una pezza. Meglio tardi che mai!
Eni ha annunciato un price cap sui carburanti commercializzati da Enilive: dal 28 settembre il prezzo massimo sarà di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali. La misura sarà inizialmente valida per 30 giorni, con possibilità di proroga fino alla fine dell’anno.
Una decisione che arriva mentre il caro-carburanti pesa su famiglie, pendolari e autotrasportatori, con effetti sull’intero sistema economico: quando aumenta il costo dei trasporti, aumentano anche quelli di produzione e distribuzione.
Il Governo ha definito l’iniziativa un “atto lodevole. Così funziona il sistema Paese”.
Bene. Anzi, benissimo. Ma, proprio parlando di “sistema Paese”, se è "lodevole" che una grande azienda intervenga per alleggerire il costo del carburante, dovrebbe essere altrettanto "lodevole" che le istituzioni provvedano a risolvere concretamente le difficoltà economiche di milioni di cittadini.
Perché il problema non è soltanto quanto costa fare il pieno. È quanto costa vivere.
Bollette, spesa, affitti, mutui, trasporti e tasse incidono sempre di più sui bilanci familiari, mentre il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati fatica a tenere il passo.
E allora il tema del lavoro e delle pensioni torna inevitabilmente sul tavolo: quanto deve guadagnare e fino a quanto deve lavorare una persona prima di poter finalmente godere di una vecchiaia dignitosa?
Un lavoratore che ha trascorso quarant’anni in fabbrica, in cantiere, su un camion, in un negozio, in un ospedale o dietro una scrivania non chiede un privilegio. Chiede al Governo, alla politica e al sindacato salari adeguati al costo della vita e la possibilità di programmare il proprio futuro, confidando in regole certe.
Questa è la vera sfida del “sistema Paese”: creare le condizioni perché chi lavora possa vivere dignitosamente oggi e guardare con serenità al domani.
I lavoratori italiani aspettano da troppo tempo salari più adeguati e un’età pensionabile che consenta di vivere con dignità gli anni che ancora gli restano da campare dopo una vita di lavoro.