Energia. Se il Governo si fa scrivere le leggi dalle aziende

par GeriSteve
lunedì 26 marzo 2012

L’acqua e l’energia rappresentano i due grandi problemi irrisolti per l’umanità attuale. La politica, attraverso i governi, dovrebbe controllare e indirizzare le grandi scelte economiche delle nazioni. Ma il governo italiano si fa controllare e indirizzare dall’ENEL.

E’ da tanto tempo che i malpensanti affermano che i governi italiani si facciano dirigere da chi invece loro dovrebbero dirigere: il ministero dei trasporti dalle aziende dei trasporti, quello delle finanze dalle banche, quello dell’industria dalle industrie… A quello della difesa poi, adesso abbiamo addirittura un militare, a quello dell’interno: un prefetto! La rigida separazione controllori/controllati, sempre più, in Italia, somiglia ad un sistematico inciucio.

Si è sempre saputo, ad esempio, che la FIAT aveva in via Bissolati un ufficio in cui vagliava e controllava, nell’interesse della stessa FIAT, tutti i provvedimenti legislativi e le ordinanze ministeriali che potessero in qualche modo toccare il regno degli Agnelli. Sono cose risapute, ma raramente sono cose comprovate.

Nel campo energetico alternativo ai combustibili fossili, la politica italiana è sempre stata molto incoerente ed inefficace: pochissima attenzione alla ricerca, grandi investimenti ad incentivi su tecnologie poco avanzate (spesso prodotte all’estero) e per grandi impianti di dubbia efficienza e in forte odore di mafia. Soprattutto, mentre i grandi hanno facilmente arraffato licenze ed incentivi, i piccoli sono stati spesso messi in difficoltà da incentivi annunciati e poi ritirati o ridotti nel numero e rinviati nei tempi. Inoltre, la politica governativa si è rivolta soltanto a parole all’autosufficienza energetica delle abitazioni e delle aziende, mentre nei fatti si è sempre rivolta ai commercianti di energia, meglio se grandi e ancor meglio se sono esattamente “quel” grande commerciante: il binomio ENEL-ENI.

Incapacità? Mancanza di strategia economica? Dipendenza della politica dagli interessi economici? Corruzione? I soliti sospetti complottisti campati in aria?

Recentemente, pare che una graziosa distrazione tecnica abbia dimostrato che quei sospetti sono tutt’altro che infondati.

Al ministero per lo Sviluppo Economico adesso gli incentivi promessi per il geotermico, l’eolico e le biomasse sono fermi da mesi. Per quel che riguarda il fotovoltaico è circolata in questi giorni una bozza sull’atteso V CE (Quinto Conto Energia) che ha fatto rabbrividire chi ha investito o voleva investire in quel settore: incentivi fortemente ridotti e dilazionati nel tempo. Roba da far fallire tanti piccoli imprenditori che hanno difficoltà crescenti ad ottenere i necessari finanziamenti dalle banche.

Però, però… guardando bene quei documenti di provenienza ministeriale, c’è chi avrebbe trovato le “impronte digitali” di una dipendente dell’ENEL. Così si sostiene in questi due articoli su La Repubblica  e su QualeEnergia, e così sostiene anche il senatore Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto club.

In parole povere, il file che è circolato come bozza ministeriale sarebbe stato scritto da dentro l’ENEL!

A questo punto diventerebbe chiarissimo perché il ministro Corrado Passera vuole tagliare gli incentivi al fotovoltaico: perché lo sviluppo del fotovoltaico farebbe concorrenza all’ENEL! 

Che questa fosse la motivazione occulta ma vera erano in tanti a sospettarlo, ma adesso sembra tanto vera che il Ministro per lo Sviluppo Economico sarebbe diventato semplicemente il “passacarte” che mette la firma sui documenti preparati dall’ENEL, che lui invece dovrebbe controllare.

Se il re-ministro fosse nudo, sarebbe meno indecente di così.


Leggi l'articolo completo e i commenti