El Salvador, difendere i diritti umani è diventato impossibile

par Riccardo Noury - Amnesty International
venerdì 22 agosto 2025

Per raccontare come il governo del presidente Nayib Bukele sta sopprimendo ogni tutela dei diritti umani in El Salvador, si può scegliere tra innumerevoli storie: secondo la Tavola rotonda per il diritto a difendere i diritti, gli attacchi contro le persone che difendono i diritti umani sono aumentati del 433 per cento negli ultimi cinque anni.

Le tre storie di oggi rappresentano tre settori diversi della società civile e dell’attivismo per i diritti umani nello stato centroamericano: un’avvocata, un difensore dell’ambiente e un rappresentante di una comunità contadina.

Ruth López, avvocata e direttrice dell’Unità anticorruzione e giustizia dell’organizzazione non governativa Cristosal, è stata arrestata il 18 maggio per appropriazione indebita. Poi l’accusa è mutata in arricchimento illecito. Nel 2024 la Bbc l’ha inserita tra le 100 donne più influenti del mondo.

Alejandro Henríquez, a sua volta avvocato ma soprattutto ambientalista, è in carcere dal 13 maggio per aver preso parte a una protesta pacifica contro lo sgombero forzato della comunità di El Bosque, dove risiedono 300 famiglie. Accusato di resistenza e disordini pubblici, è detenuto nella prigione La Esperanza, dove il sovraffollamento e i trattamenti crudeli, inumani e degradanti sono all’ordine del giorno.

Lo stesso giorno, per lo stesso motivo e con le medesime accuse è stato arrestato anche José Ángel Pérez, pastore evangelico, lavoratore agricolo a giornata e presidente della cooperativa El Bosque, impegnato da 25 anni nella difesa dei diritti dei suoi parrocchiani.

In uno stato in cui il potere giudiziario è stato privato della minima parvenza d’indipendenza a colpi di decreti governativi e di leggi parlamentari, le speranze che Ruth López, Alejandro Henríquez e José Ángel Pérez siano scarcerati immediatamente o per lo meno riconosciuti innocenti al temine di un processo equo sono scarse.

Per questo motivo, Amnesty International li ha adottati come prigionieri di coscienza, mobilitando la propria base a inviare appelli in loro favore.

Per la foto: ©Victoria Paz/MalaYerba/Cristosal


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