Economia, politica e riflessioni varie
par Damiano Mazzotti
martedì 31 marzo 2026
"L'economia è politica" è un libro sintetico e avvincente che ci fa capire bene due materie che andrebbero oggi ben dibattute (Clara E. Mattei, Fuoriscena editore, 2023, 184 pagine, euro 16,50; esiste la nuova edizione arricchita del 2025).
Ogni professionista può scrivere quello che gli è consentito scrivere, su tutte le testate, e indubbiamente, "L'inflazione crea allarme, come sapeva bene anche Einaudi, perchè può aprire una breccia che inizia a sgretolare il consenso verso il sistema... per non parlare delle bollette della luce o della benzina che consumano i nostri risparmi. L'inflazione fomenta il malcontento sociale e contribuisce a rendere manifesto che la nostra economia non è tutto sommato né l'unica né la migliore possibile" (p. 14). Ma l'inflazione risulta anche il classico modo per giustificare una grande crisi che fa sparire moltissimo denaro.
Per capire la vera sostanza del capitalismo forse è sufficiente riflettere bene su queste parole di Tim Gurner, un imprenditore miliardario australiano, espresse a un Property Summit nel 2023: "Negli ultimi anni i lavoratori sono stati pagati troppo, per fare troppo poco, e noi imprenditori abbiamo bisogno di capire quello che è successo. Abbiamo bisogno che la disoccupazione cresca... Dobbiamo vedere il dolore dell'economia... I governi di tutto il mondo, infatti, stanno cercando di fare alzare la disoccupazione per riportare la situazione alla normalità" (p. 17). Un modo speciale per farsi obbedire dai lavoratori e di metterli davanti allo specchio della disoccupazione.
E "L'austerità, grande protagonista di questo libro, costituisce proprio quell'insieme di politiche economiche che le istituzioni governative implementano per difendere a spada tratta" l'attuale capitalismo (p. 20). Spesso l'austerità si manifesta sempre più sottotraccia e non viene quasi mai discussa a fondo nei media. Oltretutto l'austerità "va spesso a braccetto con politiche monetarie di aumento dei tassi d'interesse che ingrossano le rendite dei proprietari di capitale, mentre i lavoratori vengono doppiamente colpiti: dagli aumenti esorbitanti dei mutui alla perdita dei posti di lavoro" (da p. 23). Fondamentalmente la grande questione economica è rappresentata dalle rendite dilaganti...
Noi ci preoccupiamo dei vari problemi economici e burocratici, mentre "i forzieri di Leonardo, produttore di armi, e Autostrade per l'Italia (i cu azionisti sono per metà asset manager stranieri come Blackstone e Macquarie) traboccano di soldi delle nostre tasse. Per la classe dei capitalisti la retorica del "non ci sono i soldi" non esiste" e la vita procede sempre meglio (p. 22). Inoltre ricordo che la tassa sui consumi, l'Iva, nel 1974 "era al 12 per cento ed è ora al 22 per cento" (p. 23).
Del resto lo storico tedesco Michael Heinrich ha affermato: "Il fondamento materiale dello Stato è strettamente legato all'accumulazione di capitale; nessun governo può fare a meno di questa dipendenza" (p. 166). Ma ora tutta la geopolitica è in completo sommovimento e la crisi economica farà venire tutti i nodi cruciali al pettine.
In definitiva si può affermare che "Non esistono problemi economici che non siano inevitabilmente anche problemi politici" (Clara E. Mattei). Abbiamo i sindacati, ma i veri sindacalisti sono rari (i sindacalisti ora si occupano di politichese). E abbiamo l'automatizzazione e la robotizzazione che avanzano impietosamente per vari lavoratori...
Clara E. Mattei ha collaborato con l'Università di Cambridge e di Princeton, e ha conseguito il dottorato presso l'Università Sant'Anna di Pisa. Ora insegna Economia e dirige il Forum for Real Economic Emancipation presso l'Università di Tulsa, in Oklahoma. Nel 2023 è stata premiata con l'Herbert Baxter Adams Prize (sì è laureata a Pavia in filosofia e poi si è specializzata in Economia). Questo è il suo primo libro scritto in lingua italiana. Nel 2022 ha pubblicato "Operazione austerità. Come gli economisti hanno aperto la strada al fascismo" (Einaudi).
Nota italiana - Nel bel paese "lo 0,6 per cento più ricco detiene una ricchezza pari al 60 per cento più povero" (rapporto Oxfam, gennaio 2023, p. 18).
Nota non italiana - L'attuale cultura economica occidentale è stata formata in molti anni, da esperti che "provengono dai circoli di élite delle università più prestigiose al mondo. Nascondendo la vera natura del modello economico vigente, il loro modello atrofizza le nostre menti bloccando qualsiasi possibilità di azione trasformativa" (p. 16).
Nota finale - Indubbiamente "L'austerità garantisce le migliori condizioni possibili affinché i profitti salgano alle stelle. La vera misura dell'efficacia dell'austerità sta dunque nella sua capacità di imporre e rinforzare una struttura di classe, di servire a proteggere soprattutto l'ordine capitalistico, proprio quell'ordine che sta alla base della crescita economica. In questo senso, l'austerità non è mai stata un calcolo irrazionale" (p. 103).