Dopo Istanbul, Ankara: arrestato Umit Erkol, leader locale del Chp

par Riccardo Noury - Amnesty International
venerdì 24 aprile 2026

Dall’arresto di Imamoglu al caso Erkol, la pressione si estende alla capitale e colpisce la rete del Chp, il partito secolarista turco fondato da Ataturlk.

Dopo Istanbul, ora Ankara. La repressione dell’opposizione turca sembra seguire una traiettoria precisa, spostandosi dai grandi simboli politici ai nodi territoriali del potere locale.

L’arresto di Umit Erkol, leader del Partito Popolare Repubblicano nella capitale, si inserisce in una sequenza ormai consolidata: indagini per corruzione, accuse gravi, custodia cautelare. Un copione già visto.

Il precedente più rilevante resta quello di Ekrem Imamoglu, arrestato nel 2025 insieme a centinaia di imputati. Considerato il principale sfidante di Recep Tayyip Erdogan, Imamoglu è stato di fatto estromesso dal gioco politico nazionale.

Da allora, la pressione non si è fermata: sindaci di distretti e grandi città — tra cui Bursa — sono finiti sotto inchiesta o arrestati, erodendo progressivamente il radicamento locale dell’opposizione.

Il passaggio ad Ankara segna però un salto politico. Qui l’obiettivo è anche Mansur Yavas, figura popolare e potenziale rivale a livello nazionale. La sua reazione — dura, pubblica — evidenzia il nodo centrale: l’uso della leva giudiziaria in un contesto altamente politicizzato.

Più che episodi isolati, gli arresti delineano una strategia: disarticolare l’opposizione partendo dai suoi amministratori, in vista delle presidenziali del 2028.


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