Donne in giallo
par Vincenzo Manna
lunedì 15 dicembre 2025
Un avvincente thriller di Barbara Baraldi potrebbe essere un bel regalo da mettere sotto l'albero.
Barbara Baraldi è sicuramente una delle gialliste italiane più in voga degli ultimi anni: vincitrice del premio Garfagnana in giallo 2017 e del NebbiaGialla 2018, ha anche raccolto la pesante eredità di Tiziano Sclavi, divenendo sceneggiatrice dei fumetti della serie di Dylan Dog.
L’ultima notte di Aurora (Giunti editore, 2019) fa invece parte della saga del vice ispettore Aurora Scalviati, profiler del commissariato di Sparvara, nella bassa emiliana, che riesce con le sue competenze e il suo intuito a entrare nella mente di assassini e perfino di veri e propri serial killer.
La vicenda si apre con Aurora che, insieme alla sua amica e collega Silvia, si trova a Bologna per assistere a una conferenza del professor Menni, psichiatra, sul disturbo da stress post-traumatico.
La protagonista dovrebbe intervenire nella conferenza con una sua testimonianza, ma un fatto imprevisto sconvolge i piani: una giovane ragazza si getta dalla Torre Accursi, la Torre dell'Orologio, dopo aver rivolto, nel bagno, una curiosa domanda alla stessa Aurora: “Credi che si possa davvero uscire dal buio?”.
La ragazza muore, sconvolgendo Aurora che si chiede se non avrebbe potuto aiutarla, ma il suo mestiere incombe: il commissario Venturoli, altra donna, chiede il suo intervento nel ritrovamento del cadavere di Alberto Rivalta, un emarginato, trovato sulla riva sinistra del Po con il volto orrendamente sfigurato.
È l'inizio della caccia a un serial killer che cerca qualcosa di “invisibile agli occhi” (probabile citazione de Il piccolo principe) per la quale Aurora decide di riformare la sua squadra investigativa dei Reietti. L'indagine farà emergere, ovviamente, un collegamento fra la ragazza suicida e l'omicidio di Rivalta, in una catena di delitti che sembra allungarsi fino ai casi di alcuni escursionisti scomparsi anni prima sulle Alpi.
Non spoileriamo il finale, ma ci limitiamo a dire che la suspense non viene mai meno per le quasi 600 pagine del thriller, senza risparmiare colpi di scena nella partita a scacchi che la Baraldi ingaggia con il lettore.
L'elemento più moderno di L’ultima notte di Aurora sta sicuramente nella scelta di un'investigatrice donna circondata da tante altre donne, in un filone del giallo italiano che – da Duca Lamberti al commissario Ricciardi, passando per Montalbano – è stato quasi sempre monopolizzato da una pletora di personaggi maschili.
Non ha senso parlare di letteratura femminile, sarebbe riduttivo. Ma è innegabile, per esempio, una certa sensibilità per la psicologia, senza tuttavia sfuggire al rischio – che però è tipico di questo genere – di ribadire il pregiudizio reazionario nei confronti dei malati psichiatrici, foraggiando l'equazione fra criminalità e psicosi (che in realtà possono anche non coincidere).
Del resto “il mondo è un posto difficile dove abitare”, pensa Aurora in merito alla sua avventura. A una brava giallista si concede anche il diritto di contraddire Hemingway.