Di Tg1, Fazio e altre svenevolezze
par L’89
lunedì 24 maggio 2010
Salvo poi rileggerne il contenuto edulcorandolo dalle asperità e riportandolo in coda all’edizione, per bocca del conduttore Romita (sempre quello che volevano candidare in Puglia al posto di Palese).
Numero due, sensazioni. Che tempo che fa. Ospite della seconda parte è Veltroni, tiratina al nuovo tomo sacro e posizione supina di Fazio alle soavi parole dell’ex sindaco di Roma. Prono, anzi. E Walter parla, e straparla, e a domanda, rispondendo, si guadagna l’applauso del pubblico (prima riservato a Vandana Shiva, cerco invano le ragioni di tanta schizofrenia nella platea).
Poi capita che per un paio di risposte Veltroni non riceva il battimani. Eccolo però salire immenso e rutilante mentre all’ex segretario è capitato in sorte di parlare del Ddl Intercettazioni. Senza neppure aver concluso il pensiero, né aver pronunciato parole ancora degne del consenso plateale – né tantomeno con l’enfasi retorica con la quale si chiama all’applauso, cosa che avverrà durante, forse per sua stessa sorpresa.
Embé? Embé questo: un applauso compatto, ancora immotivato, estemporaneo, giunto dopo un paio di risposte senza acclamazioni. Penserò male, ma si parla di Fazio. Fabio Fazio. E di Rai. Quella di Mollica. Viva, la Rai!
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