“Desaparecidos”: quella terribile parola ancora attuale dopo 50 anni
par Riccardo Noury - Amnesty International
martedì 31 marzo 2026
Il 24 marzo è stato il cinquantesimo anniversario del colpo di stato militare in Argentina, che causò la scomparsa di almeno 30.000 persone, per lo più oppositori e attivisti politici.
Da allora, quella parola ha attraversato continenti e decenni – dallo Sri Lanka degli anni Novanta del secolo scorso alla Siria degli anni Dieci questo secolo – rimanendo purtroppo sempre attuale.
Non si è neanche mai allontanata dalle Americhe. In Messico, secondo dati ufficiali, le persone scomparse sono attualmente più di 128.000. La loro ricerca è compromessa dalla mancanza di volontà politica, dalla collusione delle autorità locali coi responsabili delle sparizioni e dall’ostilità diffusa nei confronti dei gruppi e delle singole persone, molto spesso donne, che si ostinano a cercare verità e giustizia.
In Ecuador, quel crimine di diritto internazionale resta impunito e prosegue grazie alle politiche di sicurezza fortemente militarizzate del presidente Daniel Noboa.
L’azione delle organizzazioni locali e internazionali per i diritti umani ha, se non altro, avuto un peso nella condanna in primo grado emessa il 22 dicembre 2025 per la sparizione di quattro ragazzi afrodiscendenti della comunità “Las Malvinas” della città di Guayaquil.
Undici militari sono stati condannati a 34 anni e otto mesi, altri cinque solo a 30 mesi perché avevano collaborato alle indagini. Il tribunale ha anche disposto misure di riparazione, tra le quali le scuse pubbliche e una cerimonia funebre all’interno della base aerea di Taura. La sentenza è stata pubblicata il 24 febbraio 2026. Due dei condannati hanno presentato appello.
Dovrebbe arrivare presto una sentenza della Corte costituzionale che, se positiva, potrebbe contribuire a rafforzare il sistema di riparazioni in favore delle vittime delle sparizioni e delle loro famiglie.
Nel frattempo, all’inizio del 2026 l’Ufficio della procura nazionale ha aggiunto un nuovo procuratore all’unità speciale incaricata di indagare sull’uso illegale della forza, comprese le sparizioni forzate. L’unità resta comunque sotto organico: ne fanno parte appena otto magistrati, uno solo dei quali si occupa della regione costiera, dove si verifica il maggior numero di sparizioni.
Questi piccoli passi avanti non devono illudere. Le sparizioni continuano e, nonostante le misure cautelari emesse il 24 dicembre 2025 dalla Commissione interamericana dei diritti umani in favore di sei donne che stanno cercando la verità sulla sorte dei loro cari, le minacce nei confronti delle famiglie e della comunità dei difensori dei diritti umani non sono cessate.
Il 23 gennaio 2026, nella provincia di Guayas, si è svolta una tavola rotonda tra organizzazioni per i diritti umani e rappresentanti del governo nazionale. Vi hanno preso parte numerosi ministri ma non quello della Difesa. È il personale militare alle sue dipendenze quello accusato della maggior parte delle sparizioni.
(La foto è di Efraín Castellanos/ CDH Guayaquil)