Decine di operatori Onu e della società civile detenuti da due anni in Yemen

par Riccardo Noury - Amnesty International
giovedì 23 luglio 2026

A partire dal 31 maggio 2024, il gruppo armato huthi che controlla parte dello Yemen ha effettuato raid e arresti nei confronti del personale delle Nazioni Unite e di organizzazioni della società civile presenti nel paese.

Sono finiti nelle mani degli huthi 63 persone, tutte di nazionalità yemenita: 13 delle Nazioni Unite e 50 delle ong. Da allora sono stati arrestati altri dieci operatori delle Nazioni Unite.

Uno di loro, un operatore del Programma alimentare mondiale, è morto l’11 febbraio 2025 durante la detenzione. Prima di lui, due anni prima, era deceduto in carcere il responsabile della sicurezza di Save the children.

Le organizzazioni per i diritti umani temono che altri si trovino in cattive condizioni di salute.

Alla fine del 2025 tre casi sono stati trasferiti alla Corte penale speciale (nella foto). Tra accuse formalizzate e non, alle persone agli arresti viene contestata la “cospirazione” contro gli interessi dello Yemen e lo “spionaggio”. Gli huthi hanno fatto circolare video contenenti “confessioni”, che si ritiene siano state estorte con la tortura.

Per rendersi conto dell’assurdità del comportamento degli huthi e del loro disprezzo per i diritti umani, compresi quelli di coloro in nome dei quali affermano di governare, le persone che si trovano in carcere in modo del tutto arbitrarie erano impegnate nella fornitura di aiuti diretti e altre forme di assistenza a una popolazione vittima da un decennio di una gravissima crisi umanitaria.


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