Cina vs Russia: Pechino scalzerà Mosca e non permetterà una guerra mondiale

par Massimo Icolaro
giovedì 25 settembre 2025

Altro che “alleanza tra giganti”: Mosca è già il socio minore, e la Cina non rischierà i suoi mercati per le nostalgie imperiali del Cremlino

Da anni ci raccontano la favola di una Russia e una Cina unite, pronte a ribaltare l’ordine mondiale. Ma è una narrazione che serve più al Cremlino che a Pechino. Basta guardare i numeri: il PIL cinese nel 2024 è oltre 17,7 trilioni di dollari, più di dieci volte quello russo (circa 1,9 trilioni). La Cina investe oltre il 2,5% del suo PIL in ricerca e sviluppo, mentre Mosca fatica a superare l’1%. Non è un duello alla pari: entro dieci anni sarà Pechino a dettare le regole, e Mosca dovrà accontentarsi di fare il fornitore di gas.

“Mosca brandisce missili, Pechino firma contratti. Chi detta davvero le regole?”
— Analista geopolitico citato da Reuters

La Russia vive di passato, la Cina di futuro

Mosca resta aggrappata a un arsenale nucleare vecchio di decenni e a una politica estera muscolare, come se fossimo ancora nella Guerra Fredda. Pechino, al contrario, gioca sul lungo periodo: tecnologia, intelligenza artificiale, auto elettriche e infrastrutture globali. Dove la Russia sopravvive esportando materie prime, la Cina conquista catene di fornitura e impone standard tecnologici.

Guerra globale? Un suicidio per l’industria cinese

Una guerra mondiale sarebbe una catastrofe per Pechino: la Cina rappresenta circa il 14% dell’export mondiale, mentre la Russia appena il 2%. Chi comprerebbe smartphone, auto elettriche e pannelli solari se il pianeta fosse in fiamme? Ecco perché Pechino userà diplomazia e pressione economica, lasciando al Cremlino il ruolo di bullo isolato.

Soft power contro cannoni arrugginiti

Mentre Putin invia soldati e mercenari in conflitti rischiosi, Xi Jinping stringe accordi in Africa, America Latina e Medio Oriente. Le Nuove Vie della Seta non sono solo infrastrutture: sono strumenti di dipendenza economica più efficaci di cento divisioni corazzate. La Russia può far tremare i confini europei, ma Pechino decide il prezzo delle terre rare e dei semiconduttori.

Mosca diventerà il vassallo di Pechino

Le sanzioni e il declino demografico stanno spingendo Mosca in un vicolo cieco: per sopravvivere deve svendere risorse alla Cina. Nei prossimi dieci anni, il Cremlino diventerà sempre più dipendente da Pechino, che oggi finge di chiamare “alleato” solo per convenienza.

Conclusione: meno illusioni, più realismo

Chi crede a un duopolio russo-cinese ignora i fatti: Pechino non vuole il caos globale, vuole il controllo silenzioso. La Russia resterà un attore regionale con ambizioni da impero defunto; la Cina, invece, userà il suo potere economico e tecnologico per diventare la vera potenza egemone — non bombardando il pianeta, ma svuotandolo lentamente delle sue certezze.

Trump se avesse lungimiranza politica, della quale risulta totalmente sprovvisto attualmente dovrebbe cercare in Pechino un valido alleato per far terminare le guerre di Ucraina e Gaza, ormai scandalosamente un carnaio.

 


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