Chi lavora è carne da macello
par La bottega del Barbieri
venerdì 8 agosto 2025
Il 4 agosto non sono state tre le vittime sul lavoro (come è stato detto e scritto) ma sette. Ecco chi sono.
Un comunicato di Carlo Soricelli (*)
Due giovani egiziani (nella foto sopra), arrivati in Italia solo da pochi mesi, sono morti asfissiati dalle esalazioni di una cisterna fognaria. Uno dei due è deceduto cercando di salvare l’altro. Senza alcuna protezione, neppure una mascherina. Che preparazione potevano mai avere, poveri ragazzi? Rendiamo loro omaggio. È un dato allarmante: oltre il 30% dei morti sul lavoro sotto i 60 anni è costituito da lavoratori stranieri. Muoiono al posto degli italiani ma non hanno neppure il diritto ad avere la Cittadinanza dopo 5 anni di lavoro in regola. Vergognoso astenersi al Referendum. Di loro c’è bisogno e presto avremo delle rivolte come nelle banlieue parigine.
A perdere la vita anche Mario Malzani, 56 anni, risucchiato da un macchinario che inscatolava insalata. Anche lui lavorava lontano dalla propria provincia.
Non conosciamo ancora l’identità dell’operaio morto in provincia di Monza-Brianza in un mobilificio: sappiamo solo che aveva 48 anni e che è stato schiacciato dal muletto
Un’altra tragedia: la morte all’interno di un’ambulanza di Giulia Senoni, 24 anni, e dell’autista Gianni Trappolini, 56 anni. Con loro è deceduto anche il paziente trasportato. L’ambulanza è stata travolta da un tir. L’autista del tir ha avuto un malore? Da quante ore stava guidando? Fare l’autotrasportatore è una delle professioni più pericolose, sia per chi la esercita che per gli altri. Da inizio anno sono già 90 gli autotrasportatori morti. Una strage seconda solo a quella degli agricoltori, spesso schiacciati dal trattore.
Il settimo morto del 4 agosto è Anastasio Virgillato, deceduto in un cantiere a causa di un malore. Caldo? Stress? O altro?
Proprio ieri sono usciti i dati INAIL relativi ai primi sei mesi del 2025: 495 morti sul lavoro, inclusi quelli “in itinere”. L’Osservatorio di Bologna, alla stessa data, ne ha registrati 517 solo sui luoghi di lavoro. Sommando gli uni e gli altri, come fa INAIL, si superano i 650 morti. Ma i dati ufficiali vengono spesso presentati come se fossero rappresentativi dell’intero panorama lavorativo, quando in realtà mancano all’appello intere categorie. Basti pensare agli agricoltori, esclusi dal conteggio ufficiale: solo gli schiacciati dal trattore sono già 94 quest’anno.
La politica tace. Nessun partito sembra avere il coraggio di mettere in discussione il monitoraggio parziale di un colosso economico e mediatico come INAIL. E le Commissioni parlamentari? A cosa servono se non riescono nemmeno a contestare una situazione che denuncio da 18 anni?
Meglio non aggiungere altro.
(*) Carlo Soricelli è curatore dell’Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavoro : cadutisullavoro.blogspot.it
In “bottega” riprendiamo spesso i suoi articoli e le sue analisi. Ecco i link a due suoi testi recenti: La guerra del lavoro: 2025 tragico e 2024: aumento a due cifre delle morti sul lavoro…