Celestini: "Gramsci farebbe così". Il monologo a The show must go off

par Spettacolando
lunedì 2 aprile 2012

"Cari compagni", così apre come sempre il suo monologo finale del programma della Dandini "The Show Must Go On", Ascanio Celestini, in onda sabato scorso su La7, riferendosi al pubblico per distinguerlo, così dice, da loro "che sono i padroni", la borghesia. Questi cari compagni che si sono "arresi".

Mentre, se ci fosse ancora qualche vecchio rappresentate tra noi, le cose andrebbero diversamente. Per esempio, se ci fosse Antonio Gramsci:

Gramsci chiamerebbe un poeta a fare il ministro della cultura, non un barone univesitario [...] Chiamerebbe un lavoratore precario, uno per il quale precarietà non è una parola da pronunciare con la lacrimuccia, bensì una condizione che si vive quotidianamente

e così continua con una sfilza di esempi dello stesso genere, concludendo:

Cari ex compagni e ex compagne speriamo che arrivino i marziani [...] e che la facciano loro la vostra bella rivoluzione, quella che voi non siete più nemmeno in grado di sognare.


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