Belgrado, e giunse la sera del 24 marzo per le sue vie
par Marco Barone
venerdì 25 marzo 2016
Bombardare Belgrado? Sirene, urla, sangue, esplosioni, quando andava male, e quando andava bene le bombe venivano sganciate nella profondità del mare, o dei laghi. Perché gli aerei decollati dall'Italia non potevano mica atterrare con quelle bombe. Hanno scaricato sulla Serbia una quantità impressionante di bombe. In pochi mesi, pari a quelle usate per demolire la Germania nazista.
Cammini per Belgrado ed ascolti canti patriottici. Nazionalismo. Quelle bombe della Nato hanno ammazzato la Serbia due volte, solo la Jugoslavia di Tito era riuscita nell'unione dei popoli. Quella Jugoslavia è stata demolita, è stata distrutta, e riconsegnata ai nazionalismi ed alle destre. I Balcani forti, una Jugoslavia unita e forte e comunista non doveva esistere alle porte dell'Europa, perché ne minava l'essenza. Così come oggi una Europa forte ed unita non deve esistere, perché mina la potenza economica dell'America. Il gioco si ripete, ma questo volta, il carnefice diventerà vittima di quel destino diabolico che non dimentica e non perdona. Camminando nella sera del 24 marzo per le vie di Belgrado, pensi solo, maledetta sei tu guerra e maledetti voi che l'avete sostenuta ammazzando una città ed un Paese intero.