Basta con l’acqua in bottiglia, facciamocela da soli!
par Leandro Agró
venerdì 23 gennaio 2009
Parto volentieri da questa shockante immagine pubblicitaria (Toscani Style) per raccontarvi il mio personale rapporto con le CASSE di acqua da bere. Semplicemente: NON MI VA di caricarmi l’acqua dal supermercato a casa, e NON mi va di vedere ingiro tutta la plastica conseguente.
Parto da una premessa:
Tutti dovremmo sapere che produrre le bottiglie di plastica che usiamo per imbottigliare l’acqua, viene usata una significativa quantità di PETROLIO. Tutti dovremmo sapere che le casse di acqua che compriamo al supermarcato viaggiano spesso per migliaia di chilometri su TIR e che -durante il loro percorso- possono anche rimanere settimane o mesi stoccate da qualche parte (spero non sotto al sole). Tutto questo è insensato e il design e la tecnlogia, sia in termini di processi che di approcci, sono già pronti a fornirci delle alternative. Adesso sta a noi.
Viaggiando per gli States, già da MOLTI ANNI avevo adocchiato diverse soluzioni per “filtrare” l’acqua da rubinetto e “trasformala” in acqua che ha un buon sapore e maggiore purezza. In particolare ho visto filtri grandi inseriti in frigoriferi o che ti danno un secondo rubinetto accanto al lavabo (appunto per l’acqua da bere), piuttosto che -soluzione più easy di tutte- le caraffe della BRITA. Le trovi praticamente in casa di OGNI AMERICANO, dalla East alla West Coast.
Personalmente, non so moltissimo di come funzionano davvero questi specifici filtri e se smaltirli come semplice plastica è sufficiente, però mi sembra già un bel passo avanti e -da circa un anno- ho trovato queste caraffe anche in Italia e le stiamo usando in casa. Addio bottiglie di plastica. E’ un primo passo di cui mi sono -per qualche tempo- sentito soddisfatto.
Poi un giorno, girovagando alla ricerca di tecnologie da film, sono capitato su questa pagina
Improvvisamente c’è una tecnologia che produce acqua pulita e disinfettata a partire dall’umidità dell’ARIA!!!. Pensavo l’avesse inventata Silver Surfer, ed invece è stata una azienda che si chiama Element Four
Avevo già sentito di apparecchiature portatili per “produrre” acqua destinate a zone svantaggiate, escursionisti, etc. Ma NON ne avevo ancora avuto una traccia così evidente.
Pensateci un attimo: Pannelli solari e/o altro modo di generarsi da soli parte dell’energia. Apparecchiature che rendono LOCALE la produzione e purificazione dell’acqua… Non vi sembra EVIDENTE che l’intero mondo stia passando dall’ottica BROADCAST (tipo televisione) ad una ottica a Rete (tipo Internet)?
Siamo pronti a comprendere e gestire tutta questa nuova INDIVIDUALITA’ e LOCALISMO? Non eravamo su una terra piatta?
…non so perché, ma comincio a pensare che l’EFFICIENZA del Pianeta dipenderà da come sapremo METTERE in RETE questi nuovi LOCALISMI (tutti bidirezionali perché nnon c’è più il produttore o il consumatore), nonché gestire in modo AUTOMATICO un sacco di diavolerie che saranno colme di sensori. Il punto è, semmai: quando si comincia?
Disclaimer in merito ai prodotti citati
Badate bene, il prodotto perfetto -probabilmente ancora- NON esiste. I filtri, le batterie, varie componenti di brocche così come di apparecchiature degne di STAR WARS -comunque- vanno periodicamente cambiati e smaltiti.
Se volete leggere un parere adeguato su WaterMill, lo trovare sul MITICO Treehugger
Ah, ho capito, siete comunque ancora convinti che l’acqua in bottiglia sia più pura e di miglior gusto.
…ok, l’avete voluta voi :) Date un occhio a questo video della pazza e americanissima (non è al 100% un complimento in questo caso) ditta Penn and Teller, in BULLSHIT!!!