Auguri Italia, 150 anni di quotidiano eroismo

par Simone Gobbi
giovedì 17 marzo 2011

Tanti auguri cara Italia smarrita, perduta, travisata, ferma ma ancora bella e coraggiosa.

150 anni per una nazione sono pochi, ne sono consapevole. Forse non è un gran traguardo se guardiamo gli altri paesi europei, quelli dalle grandi conquiste e dalle grandi rivoluzioni. Per noi però è un bel traguardo cara Italia mia, un arrivo che può essere un inizio come una fine. Italia tradita, affamata e retrograda, Italia sprezzante del mondo che corre e si rincorre. Questo giorno di cerimonie e bei discorsi, questi mesi di rivisitazioni risorgimentali, questo anno di rivendicazioni patriottiche non ti rendono merito Italia mia bella, perché di Mazzini, Cavour e Garibaldi non ce ne sono più oramai e nella tua maturità esprimi tutto il dramma della farsa contemporanea. Ti guardo e ti vedo giovane e stanca cara Italia mia, stanca come i giovani che affollano i tuoi callcenter, giovane come i ragazzi che non sanno quale futuro li può attendere entro i tuoi confini.

La tua classe politica fa acqua da tutti i suoi putridi buchi Italia mia bella e non riesco a vedere una via, un sentiero, nascosto com'è dall'erba fitta della demagogia, per farti risalire la china del populismo che ti percuote e ti dissangua giorno dopo giorno, palinsesto dopo palinsesto. Ti vedo agonizzante e non riesco davvero a trovare una soluzione per farti risorgere, di nuovo, dalla rete di mafie e lassismo che ti avvolge e ti trattiene a livelli infimi nell'alveo delle democrazie occidentali.

Però cara Italia mia degli eroi ci sono, forse non saranno astuti come Camillo o impavidi come Giuseppe, ma ci sono te lo assicuro. Sono gli eroi che nel quotidiano vanno a lavorare anche senza la prospettiva di una pensione, sono gli eroi che proteggono la loro famiglia dalle ingerenze dei privilegiati e delle finanziarie. Ci sono eroi che difendono la Costituzione di cui ti sei dotata, e lo fanno giorno per giorno, difendendo i loro diritti e quelli degli altri, affinché i loro figli possano esser fieri di quel dettame costituzionale così moderno e bello da far accapponare la pelle. Ci sono eroi che non fanno caso alla regione dalla quale provengono, perché non vedono nell'inflessione dialettale un discrimine nei confronti dell'altro. 

Sono consapevole che l'ignoranza dilaga tra le tue strade, nelle tue case e nelle tue scuole sempre più a corto di fondi e mezzi, non voglio certo illudermi, ma l'eroismo e la voglia di fare qualcosa che possa rimanere ai posteri c'è sempre te lo garantisco. Sono cambiate le modalità certo, sono cambiate le persone e fondamentalmete è cambiato il mondo cara Italia, sono cambiate le relazioni tra di noi e tra noi e te.

Però siamo sempre qui, carichi del nostro piccolo eroismo quotidiano. Siamo pronti a lavorare, studiare, fare gesti di solidarietà, innovarci e garantirci, parlare ed ascoltare chi viene da lontano. Noi non ci faremo dividere, non preoccuparti, saremo attenti e vigili e faremo di te, nuovamente, la casa a cui fare ritorno per tutte quelle persone che, sconsolate, se ne sono andate per disperzione e mancanza di prospettive.

Non mi rimane che farti e farci tanti auguri cara Italia, affinché possano esserci altri 150 anni complicati e belli come questi.


Leggi l'articolo completo e i commenti