Alfano bacchetta la magistratura
par pint74
mercoledì 4 febbraio 2009
Dopo Mastella, Alfano...
Sistava meglio quando si stava peggio?
All’inaugurazione del nuovo anno giudiziario della Corte di Cassazione giunge come un fulmine a ciel sereno (si fà per dire), una nuova dichiarazione del Ministro della Giustizia Alfano. Il ministro esordisce con questa frase: "Oltre alla lunghezza dei processi il nostro nemico si chiama rassegnazione. Su questo punto voglio richiamare i magistrati ricordando loro che le polemiche tra politica e giustizia sono cose da addetti ai lavori che non coinvolgono gli italiani. Il cittadino vuole prima di tutto una risposta alla sua istanza di giustizia".
Peccato che al nostro ministro manchi un pò l’obbiettività.
Il vero male per la giustizia è lo stesso Stato che dovrebbe invece difenderla.
Le "innovazioni" proposte dal ministro della giustizia sono più dannose che di aiuto.
Il limitare le intercettazioni a reati di mafia ed a pochi altri crimini, di fatto, gambizza una magistratura già debole.
Pensate forse che,nei reati quali quelli finanziari, il criminale si costituisca spontaneamente?
Purtroppo invece ci vogliono ore ed ore di intercettazioni per trovare uno straccio di prova per procedere contro di loro. Non parliamo poi delle continue ingerenze contro le verie procure, vedi caso De Magistris e procura di Salerno.
Ce ne sarebbero di cose da dire ma,in sintesi, il problema giustizia è derivato dai membri del nostro governo e dalla loro discutibile serietà(ed onestà) nel trattare il tema giustizia.
Finche gli interessi di queste persone verranno messe al di sopra di tutto, noi poveri cittadini comuni, continueremo ad avere processi di durata decennale, delinquenti liberi dopo pochi giorni di galera e un costante calo di magistrati che fanno il loro lavoro per vocazione e non per interessi personali.
Speriamo che un raggio di sole illumini la coscienza del nostro caro ministro e lo induca, finalmente, a prendere decisioni giuste.