A Viterbo due genitori romeni decidono di ridare la vita a cinque italiani

par Sergio Bagnoli
lunedì 30 aprile 2012

Alexandra Cracaileanu aveva solamente ventidue anni e viveva e lavorava a Sorano, nel Grossetano

"Desidero ancora una volta ringraziare la grande generosità di quelle due persone che, di fronte allo strazio per la perdita della loro amata figlia, non hanno esitato nemmeno un momento a concedere il proprio nulla osta affinché dal corpo di Alexandra Cracaileanu di soli ventidue anni, deceduta nella notte tra martedì ventiquattro e mercoledì venticinque aprile, fossero espiantati il cuore, il fegato, i polmoni ed i reni per poter permettere ad altre cinque persone di continuare a vivere": queste le toccanti parole con le quali il primario del reparto di rianimazione dell'Ospedale Belcolle di Viterbo, ove è deceduta la sfortunata romena, Pietro Vecchiarelli ha dato alla stampa la notizia dell'avvenuto espianto. 

Nella serata del giorno dedicato alla celebrazione dell'anniversario della Liberazione, poi, a trapianti avvenuti in ogni parte d'Italia, si è potuto con sicurezza affermare che grazie alla generosità dei due genitori romeni, cinque italiani hanno ricominciato a vivere. Solitamente i mass media italiani tendono ad indugiare ogni qualvolta qualche criminale rumeno, “il solito rumeno" si dice, uccide un autoctono. Solitamente tacciono quando invece il gesto di generosità proviene proprio da qualche appartenente a questa nazionalità extra- comunitaria.

Così purtroppo è accaduto per il fatto di Viterbo: rara visibilità sulla stampa nazionale, solamente i quotidiani locali toscani quali La Nazione od il Tirreno, Alexandra risiedeva a Sorano nel Grossetano, od il Corriere di Viterbo hanno dato risalto a quanto avvenuto una settimana fa su una statale del Viterbese nei pressi di Montefiascone, prima, e al reparto di rianimazione del nosocomio civile di Viterbo, poi. Ricapitoliamo i fatti. Nella notte tra Sabato e Domenica dello scorso weekend un'Opel Astra proveniente da Sorano nel grossetano, e diretta ad una discoteca del Viterbese percorre ad alta velocità la Statale della Contessa dalle parti di Montefiascone.

E' guidata da un giovane ucraino, Serhij Yhljas. I passeggeri sono quattro ragazze, tre italiane ed una romena. Tutti risiedono a Sorano. Due delle passeggere, la ventunenne Valentina Floriani e la ventenne Martina Saletti, sono cugine. Moriranno sul colpo. Sopravvivono il guidatore ed altre due ragazze ma le condizioni della Cracaileanu, che viene trasportata in codice rosso all'Ospedale di Viterbo, sin dal suo arrivo al Pronto Soccorso appaiono irrimediabilmente compromesse. Il suo encefalogramma risulterà da subito piatto. Dopo tre giorni di ricovero l'inevitabile decesso.

In seguito la decisione di donare agli altri "una parte della nostra bambina", come ha sottolineato la madre Maddalena" affinché io possa essere confortata ed alleviata nella grande sofferenza che provo dalla certezza che altre cinque persone vivono grazie ad Alexandra". Per ratificare la decisione presa dalla moglie da cui è separato, il padre è giunto in quattro e quattr'otto dalla Romania. Poi la decisione comune di officiare il doloroso rito funebre in Italia a Sorano, nella Parrocchiale dedicata a San Nicola, il cui culto è persino più diffuso in Romania che nella Penisola, di questa storica cittadina della Maremma scolpita nel tufo, una volte roccaforte etrusca.

Qui Don Antonio e Don Nicola hanno ancora una volta sottolineato la grande fede che ha potuto aprire ad una scelta così altruistica i cuori dei due genitori romeni. Straziante la disperazione di Magdalena, la madre, che, poi, per propiziare l'ascesa al Cielo della sua Alexandra ha fatto organizzare presso il ristorante "La Botte" in paese, ove lavorava la giovane, un "banchetto funebre" secondo un'usanza ancora molto diffusa in Romania ma che, invece, si è quasi del tutto persa in certe zone d'Italia.


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