21 anni di cause per un abuso commesso da altri

par angelo
giovedì 10 giugno 2010

Il Potere ti avvelena la vita con l’uso improprio che ne fa e trova la sua massima espressione nell’arroganza dei governanti. Il Potere, inevitabilmente, dà dei privilegi, poiché consente di fare ciò che altri non possono fare, proprio perché non ce l’hanno. L’importante è non pestare i piedi al capo e rendersi complici silenziosi o difensori delle malefatte. Può calpestare impunemente la dignità dell’altro con la consapevolezza che tale atteggiamento non solo rimarrà impunito ma addirittura taciuto, come è successo a me. Vi racconto solo una parte della mia storia, perché non finisce qui, le persecuzioni continuano ad oggi nell’indifferenza totale del potere.

Mi chiamo Dimastrodonato Angelo è vivo da 5 anni nel nord dell’Italia, a Cervignano del Friuli, in Provincia di Udine. Nel 1976 sono emigrato per motivi di lavoro a Rimini, dove nel 1978 mi sono sposato e dove nel 1979 mi è nato un figlio. Nel 1983, spinto dalla nostalgia per la mia terra nativa ho deciso di ritornare a Mesagne intenzionato a trovare un nuovo lavoro e a costruirmi una casa. Dopo un anno dal mio acquisto una Ordinanza Sindacale di Mesagne disponeva che alcuni terreni, tra cui il mio, dovevano essere tenuti puliti o venir recintati; io optavo per questa seconda disposizione e mi rivolgevo al Sindaco in tal senso con ripetute richieste. In attesa della richiesta d’autorizzazione mi beccavo una denuncia dell’Autorità Giudiziaria per costruzione abusiva: al processo, però venivo assolto per non aver commesso il fatto.

Sempre intenzionato a costruirmi una casa, acquistavo un altro terreno nella campagna di Mesagne. In data 30-4-1986 presento richiesta di concessione edilizia, che mi veniva concessa il 1°ottobre successivo e davo inizio subito ai lavori di costruzione. Purtroppo nell’autunno del 1987, con un primo allagamento, sono iniziati i miei problemi. Nel 1988 un altro temporale non solo ha riempito d’acqua lo scantinato, ma ha anche allagato la mia casa, oltre che tutta la vicina campagna. Come prima cosa ho cercato di avvisare i vicini di casa affinché i canali, una volta esistenti venissero ripristinati; in seguito a lavori abusivi e non regolari, infatti, la loro portata si era troppo ridimensionata. Ho preso poi contatto con la sede di Brindisi dell’ARNEO consorzio di bonifica, che ha invitato a Mesagne un proprio funzionario, il quale ha accertato che i lavori mal eseguiti non avevano solo rallentato, ma addirittura impedito il passaggio dell’acqua piovana. Purtroppo anche questo sopralluogo non ha dato nessun esito.

Dopo l’allagamento del 1988 ce ne furono altri due. Il Comune, sebbene informato dei fatti, ha sempre ignorato la mia richiesta di aiuto. Il 19-12-1995, dopo alcuni anni di siccità, tornavo a subire un nuovo allagamento, in quel’occasione spinto dalla disperazione mi rivolgevo al Commissariato di Mesagne per denunciare per inettitudine il Sindaco e l’ARNEO consorzio di bonifica; da questo ufficio venivo consigliato di rivolgermi ad un legale. Nella notte del 6-2-1996 per un nuovo allagamento dovevo richiamare i pompieri che trasferirono me e la mia famiglia nei locali del commissariato, dove passammo la notte. Da qui venivamo trasferiti in un centro di immigrati, dove la pulizia lasciava molto, ma molto a desiderare. Per l’insostenibile situazione in cui mi ero trovato a vivere, chiedevo di essere riportato nella mia casa allagata; ricordo che in quei giorni il mio Sindaco obbligava il sottoscritto, disoccupato e danneggiato dall’acqua altre 2 volte, a pagare £30.000 per il trasporto a scuola dei figli a mezzo dello scuolabus comunale. Indignato da quest’ultimo fatto decidevo di recarmi alla Procura di Brindisi, allo scopo di illustrare la mia situazione ad un Giudice e chiedere un suo parere; la cosa non mi fu possibile. Mi sono fatto coraggio e ho chiesto udienza al Prefetto di Brindisi che mi ha gentilmente ricevuto e mi ha consigliato di fare un esposto cautelativo nei riguardi della Magistratura visto che avevo una causa in corso. Ma il sig. Furone del Commissariato di Mesagne non ha ritenuto di trasmettere l’esposto da me richiesto. Nel 1997 ancora 2 allagamenti. Colpito dalla generale indifferenza delle Autorità decidevo di rivolgermi al Presidente della Repubblica.

11 -12-1997, nella sua cortese risposta il medesimo mi informava di aver interessato la Prefettura di Brindisi. Alla fine del 1999 (se ricordo bene) finalmente si sarebbe svolto processo da me lungamente atteso. Purtroppo il Giudice, preposto al mio caso, si è visto rifiutare l’incarico da ben tre CDU consulenti di parte con varie scuse. In aggiunta a questa situazione alcuni testimoni, disposti all’inizio a testimoniare in mio favore, si dileguarono e ne fu ascoltato solo uno. Il Giudice mi fece notare che non era al corrente di tutti gli allagamenti e che il mio avvocato aveva presentato solo una parte delle pratiche processuali. Presentai le mie rimostranze, alle quali, con meraviglia l’avvocato rispondeva, privandomi della sua assistenza. Esasperato dalla situazione venuta a creare mi rivolgevo nuovamente al Presidente della Repubblica, sempre sperando in un suo qualificato intervento, che non c’è stato. Dopo gli allagamenti del 1998-1999-2000-2001-2002 si arrivò a quello del 26-11-2003. Una nuova e grave alluvione colpiva Mesagne e come le altre volte io ricevevo dal Comune l’ordinanza di sgombero dell’abitazione. Ritenendo inutile rivolgermi al Comune date le precedenti esperienze, decidevo di portare in visione alla Procura di Brindisi l’ordinanza, ritenendo che i funzionari di quell’ufficio si sarebbero impietositi della mia situazione e mi avrebbero dato una mano; questi mi consigliavano di rivolgermi al TAR di Lecce. Nel pomeriggio dello stesso giorno, a richiesta del mio avvocato venivo ricevuto dal Sindaco, che per aggiustare la cosa, mi offriva la somma di 1000-1500€ (mentre i danni ammontavano a più di 60.000€). Dopo qualche settimana si presentavano a casa mia (mandati dal Comune?) un imprenditore e un architetto di mia conoscenza che, dopo aver mostrato le foto all’imprenditore, rivolgendosi a l’architetto disse: "ditegli che non voglio essere compromesso" e se ne andò.

Dinanzi ai gravi danni provocati in paese dall’ultima alluvione, 125 persone, tutte danneggiate dall’acqua alta, hanno formato un comitato che, assistito da legali, ha presentato alla Procura di Brindisi una denuncia contro il Comune, l’ANAS, il Consorzio di Bonifica Arneo e la Provincia.

Ho ritenuto di nominare un nuovo avvocato per poter seguire al meglio in questo numeroso processo l’iter della mia pratica, essendo rimasto senza soldi, senza casa e senza lavoro, ho preso la decisione di emigrare e di trasferirmi con la famiglia in Friuli, prima a Fiumicello e poi a Cervignano. Al rientro in paese, dopo 4 mesi, sono stato informato dal legale che non era fattibile la denuncia contro il Comune, l’ANAS, l’ARNEO e che bisognava ricercare nuove strade che avrebbero richiesto almeno 80.000€, solo per cominciare. Spaventato dalla cifra richiesta decidevo a malincuore di fermare la causa che per anni anni avevo intentato è sostenuto.

Ho deciso di vendere contro la mia volontà la mia casa di Mesagne e di comprare con i soldi della vendita e con un po’ di mutuo un modesto appartamentino a Cervignano. Nel marzo del 2007 la Procura di Brindisi m’informava che la procedura da me intentata con il gruppo di persone di Mesagne era stata archiviata e, in quell’occasione, rivolgevo alla Procura di Brindisi una domanda: perché tutte le prove da me presentate, assieme a quelle delle 125 persone, non erano state sufficienti per esprimere un giudizio globale? Prove che si avvalevano anche del qualificato contributo di due illustri docenti dell’università di Bari, esperti nominati dal comune di Mesagne. In risposta alla mia lettera la Procura di Brindisi mi invitava a presentarmi negli uffici con tutta la documentazione relativa il mio caso. Telefono allora ad un’amica avvocata e le spiego la situazione, pregandola d’occuparsi della questione. Passano un po’ di giorni e mi si informa che la procedura era stata sospesa in quanto le indagini dovevano essere rifatte e che non erano state presentate prove in merito al caso. Su designazione della mia amica firmo una delega per un avvocato di sua fiducia. Da allora sono trascorsi più di 2 anni senza alcuna notizia, mentre ne sono passati 21 da quando è iniziata la mia disavventura. Nell’aprile di quest’anno mi sono rivolto anche al Tribunale di 1° grado della Corte Europea che, dopo poche settimane, mi ha risposto che non era ingrato di valutare l’operato dei giudici. Nel mese di settembre ho compiuto un’altro tentativo con il Sig. Ministro della Giustizia Angelino Alfano, fino ad oggi non ho ricevuto risposta.

La rabbia è dovuta soprattutto al fatto che a causare i miei problemi sia stato il mancato ripristino di un semplice canale, quasi cancellato da lavori abusivi, e che sarebbe bastato ripristinarlo e ci non sarebbero stati causa di tanto disastro. In totale ci sono stati 17 allagamenti dal 1987 fino alla vendita della casa nel 2005. Mi duole riconoscere, infine, che nel suddetto periodo troppe autorità sono state inspiegabilmente latitanti, lasciando del tutto inascoltate le ripetute richieste d’aiuto, da parte mia e di molti altri concittadini Mesagnesi.


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